Dimensionamento scolastico in Puglia: critiche e conseguenze

Il segretario regionale della Uil Scuola Puglia, Giovanni Verga, ha definito il piano come il frutto di decisioni "assurde"

Il piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione Puglia alla fine del 2024 ha generato un’ondata di polemiche, suscitando preoccupazioni per l’impatto su posti di lavoro e qualità dell’offerta formativa. Il segretario regionale della Uil Scuola Puglia, Giovanni Verga, ha definito il piano come il frutto di decisioni “assurde”, con effetti negativi che si protrarranno anche nell’anno scolastico 2025/26.

Tra i principali interventi previsti, la riduzione di 18 autonomie scolastiche su tutto il territorio regionale. Questo ha comportato fusioni e accorpamenti che, in molti casi, non sono stati concordati con gli organi collegiali delle scuole interessate. Secondo Verga, l’approccio adottato ha portato alla creazione di istituti con numeri elevati di studenti, superando in alcuni casi le 1.500 unità, soprattutto nelle scuole del primo ciclo d’istruzione.

Le modifiche principali nel territorio pugliese

Nell’area metropolitana di Bari, le conseguenze del piano sono state particolarmente significative. Due storici istituti, il Romanazzi e il Giulio Cesare, sono stati accorpati, mentre l’Istituto Euclide è stato suddiviso in diverse sezioni. Altri cambiamenti includono l’aggregazione dell’alberghiero Calamandrei al Perotti di Bari, e la fusione tra il Bello e il Salvemini di Molfetta in un unico istituto. Ad Altamura, la scuola media Serena-Pacelli è stata suddivisa tra il 3° Circolo Didattico Roncalli e il 5° CD D’Assisi, creando istituti con numeri superiori a 1.500 alunni.

Nella provincia della BAT, si segnalano accorpamenti significativi come quello tra gli istituti Cosmai e Dell’Olio di Bisceglie. Situazioni simili si registrano anche a Foggia, con fusioni tra licei e istituti professionali come l’Enaudi e il Fermi di Canosa di Puglia.

Impatti sul Salento e Taranto

Il Salento ha visto la creazione di un istituto comprensivo di circa 1.500 studenti mediante la fusione del 4° Circolo Didattico Castromediano e la scuola media Grandi di Lecce. A Taranto, due mega istituti comprensivi sono stati istituiti: uno a Manduria, con circa 1.500 alunni, e un altro a Martina Franca, che ne ospiterà circa 1.300.

Verga ha denunciato che, in molti casi, le decisioni della Regione sembrano aver ignorato le linee guida nazionali, che avrebbero dovuto limitare gli accorpamenti alle scuole del secondo ciclo d’istruzione. Ha inoltre evidenziato come l’amministrazione abbia delegato scelte cruciali agli enti locali, evitando di assumersi responsabilità dirette.

Conclusioni e prospettive

Il piano di dimensionamento scolastico in Puglia lascia dietro di sé un panorama frammentato e complesso. Le critiche si concentrano sulla mancata concertazione con le parti coinvolte e sulle conseguenze occupazionali derivanti dalla soppressione di diverse autonomie scolastiche. Per il segretario della Uil Scuola Puglia, la Regione ha agito come “il miglior Ponzio Pilato”, scaricando il peso delle decisioni sugli enti locali e sugli istituti scolastici.

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