La seconda sessione di esami del semestre filtro per Medicina si è svolta questa mattina a Bari, coinvolgendo circa 2.000 studenti. Il test, obbligatorio per chi non ha raggiunto la sufficienza (18/30) in una delle tre materie – Chimica, Fisica o Biologia – ha rappresentato anche un’opportunità per chi desiderava migliorare il voto ottenuto nella prova precedente del 20 novembre.
Nonostante la possibilità di recupero o miglioramento, il malcontento tra gli studenti rimane alto. A testimonianza del disagio, sono state le numerose dichiarazioni raccolte a margine degli esami, in cui molti candidati hanno manifestato frustrazione nei confronti del nuovo metodo d’accesso. Già nella prima tornata, infatti, si era registrato un altissimo tasso di bocciature: oltre l’80% degli iscritti non era riuscito a superare la prova iniziale, confermando i timori sulla severità e l’efficacia del nuovo sistema.
Il sistema del semestre filtro, introdotto per regolamentare l’accesso al corso di laurea in Medicina, continua dunque a suscitare polemiche. Gli studenti, anche al termine della seconda sessione, hanno espresso dubbi sulla reale equità del meccanismo, che prevede l’iscrizione temporanea al corso e il superamento degli esami scientifici fondamentali come condizione per l’ammissione definitiva.
L’Università di Bari, che ha ospitato entrambi gli appelli, ha registrato numeri simili tra la prima e la seconda sessione, segno di un’alta partecipazione ma anche di una crescente pressione sugli studenti. Per molti, infatti, il nuovo sistema non solo aumenta il carico didattico in un momento già complesso, ma rischia anche di penalizzare chi, pur motivato, si trova in difficoltà con le nuove modalità valutative.
Nel dibattito attuale, il semestre filtro si configura sempre più come un ostacolo che, secondo i critici, rischia di compromettere il percorso formativo anziché selezionare in modo meritocratico. A ciò si aggiunge il rischio concreto di escludere aspiranti medici con ottime potenzialità, ma messi in difficoltà da un impianto ritenuto troppo rigido e poco orientato alla formazione.