Corato, morto dopo 48 giorni l’operaio ferito nello stabilimento Casillo

Cataldo Modugno, 54 anni, era ricoverato all’ospedale Bonomo di Andria dal 26 agosto. La Procura di Trani indaga per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità

Non è riuscito a superare le conseguenze del grave trauma riportato durante una giornata di lavoro Cataldo Modugno, operaio di 54 anni impiegato nello stabilimento Molini Casillo di Corato. L’uomo è deceduto martedì 13 ottobre all’ospedale Bonomo di Andria, dove si trovava ricoverato da 48 giorni in seguito a un episodio verificatosi lo scorso 26 agosto.

La vicenda resta al centro di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, chiamata a chiarire le circostanze nelle quali il lavoratore abbia riportato una grave ferita alla testa. Al momento, infatti, non sarebbe ancora stata ricostruita con precisione la dinamica dell’accaduto.

La morte del 54enne è arrivata dopo settimane di ricovero e tre operazioni chirurgiche, effettuate nel tentativo di affrontare le conseguenze del trauma. Le sue condizioni erano apparse particolarmente critiche fin dall’arrivo in ospedale.

Le indagini della Procura di Trani sulla morte dell’operaio

Uno degli aspetti principali dell’inchiesta riguarda l’origine della lesione alla tempia riscontrata sul corpo del lavoratore. Gli investigatori dovranno stabilire quale evento abbia provocato il trauma e se vi siano state circostanze riconducibili all’attività svolta all’interno dello stabilimento.

Secondo le informazioni finora disponibili, nessuno avrebbe assistito direttamente al momento in cui Modugno si sarebbe ferito. L’assenza di testimoni oculari rende particolarmente importante la ricostruzione delle ore precedenti al suo ritrovamento.

Gli accertamenti dovranno concentrarsi sulle condizioni operative presenti nel reparto produttivo e sugli elementi utili a comprendere quanto avvenuto durante il turno.

Resta da verificare se il trauma sia stato provocato da un incidente legato alle mansioni lavorative e se emergano eventuali responsabilità. Si tratta di questioni ancora aperte, sulle quali sarà necessario attendere gli sviluppi dell’attività investigativa.

La famiglia del 54enne aveva già manifestato, attraverso il proprio avvocato, la volontà di ottenere risposte precise sulle circostanze dell’episodio. Una richiesta di chiarimenti avanzata mentre l’uomo si trovava ancora ricoverato in condizioni gravissime.

Quasi quarant’anni di lavoro nello stabilimento di Corato

Cataldo Modugno aveva trascorso gran parte della propria vita professionale nell’azienda di Corato. Era stato assunto quando era ancora molto giovane e lavorava nello stabilimento da quasi quattro decenni, un percorso occupazionale iniziato ben prima di raggiungere i 54 anni.

Accanto all’impegno professionale, coltivava una forte passione per lo sport. In particolare, amava la corsa e il basket, due discipline che facevano parte dei suoi interessi personali.

La lunga esperienza maturata all’interno dello stabilimento rappresenta uno degli elementi della sua storia personale e lavorativa. Una carriera interrotta dall’episodio del 26 agosto, le cui cause devono ancora essere definitivamente accertate.

Dal ritrovamento dei colleghi al trasferimento in ospedale

La giornata del 26 agosto era cominciata regolarmente per Modugno, che si era presentato al lavoro come di consueto.

Soltanto alcune ore dopo, però, la situazione era precipitata. Alcuni colleghi lo avevano individuato in evidente difficoltà, con problemi di equilibrio, uno stato confusionale e una profonda ferita nella zona della tempia.

Le sue condizioni avevano reso necessario un trasferimento urgente all’ospedale Bonomo di Andria, dove i medici avevano disposto il ricovero nel reparto di terapia intensiva.

Il quadro sanitario era risultato immediatamente preoccupante. Durante la degenza, il lavoratore era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma le cure non erano riuscite a modificare l’evoluzione delle sue condizioni.

Con il passare delle settimane, la situazione clinica si era ulteriormente aggravata. Secondo quanto emerso, ai familiari sarebbe stata comunicata l’irreversibilità del quadro sanitario.

Dopo 48 giorni trascorsi in ospedale, martedì 13 ottobre è arrivato il decesso.

Restano da chiarire le circostanze del grave trauma

La morte di Cataldo Modugno rende ancora più rilevante la necessità di ricostruire quanto avvenuto all’interno dell’impianto industriale di Corato.

La circostanza che il lavoratore sia stato trovato già ferito, senza che risultino persone presenti al momento dell’episodio, lascia aperti diversi interrogativi sulla successione dei fatti.

L’obiettivo dell’inchiesta è individuare la causa del trauma cranico, verificare le condizioni nelle quali si svolgeva l’attività lavorativa e accertare l’eventuale presenza di responsabilità.

Gli elementi attualmente conosciuti non consentono di stabilire con certezza come si sia prodotta la lesione che ha portato al ricovero e, successivamente, alla morte dell’operaio.

Per la famiglia, che aveva già sollecitato chiarimenti attraverso il proprio legale, gli esiti delle indagini saranno fondamentali per conoscere la dinamica dell’accaduto.

La vicenda resta dunque aperta sul piano giudiziario, in attesa che gli approfondimenti della Procura di Trani permettano di fare luce sulle circostanze dell’episodio verificatosi il 26 agosto nello stabilimento Molini Casillo.

Redazione

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