Le operazioni condotte dalle autorità hanno evidenziato una serie di irregolarità nei confronti di numerosi stabilimenti balneari in Puglia. Tra i casi più rilevanti, nella provincia di Lecce sono state scoperte infrazioni in due stabilimenti, che hanno portato alla denuncia dei concessionari e al sequestro di aree per un totale di 3.300 metri quadri. Sul Gargano, invece, le violazioni riscontrate riguardano l’impiego di un lavoratore in nero e varie infrazioni legate al mancato pagamento del canone speciale RAI.
Anche nel Tarantino le forze dell’ordine hanno agito con determinazione, accertando l’occupazione abusiva di 100 metri quadri di demanio marittimo. Questo ha portato al sequestro dell’area e alla denuncia del titolare dello stabilimento coinvolto. I controlli hanno interessato anche le province di Bari, Barletta e Brindisi, dove sono stati esaminati complessivamente 23 stabilimenti balneari.
Nel dettaglio, le ispezioni effettuate hanno rilevato l’evasione di imposte locali, tra cui IMU, TARI e TASI, nonché canoni demaniali. Le sanzioni e i recuperi fiscali complessivi ammontano a circa 470mila euro. A Bari e Barletta, su 15 stabilimenti controllati, sono state denunciate quattro persone, e sono stati sequestrati 480 metri quadri di aree occupate abusivamente. A Brindisi, le operazioni hanno portato al controllo di otto stabilimenti, con una persona denunciata.
In totale, sono stati individuati 30 concessionari responsabili di varie violazioni, tra evasione fiscale, occupazioni abusive e mancato rispetto dei canoni demaniali. Le autorità continueranno a monitorare la situazione lungo le coste pugliesi per garantire il rispetto delle normative vigenti.