Comitato Salvaguardia Zona Umbertina contro il codice dei commercianti: “Non tutela i residenti”

Dura critica all'amministrazione comunale: i cittadini chiedono il ritorno alle ordinanze che avevano ridotto caos e inquinamento

Un codice di autoregolamentazione mai realmente applicato, criticato per la sua inefficacia e per aver vanificato i progressi raggiunti. È questo il fulcro delle contestazioni mosse dal Comitato Salvaguardia Zona Umbertina contro la nuova strategia del Comune, che starebbe pensando di adottare nuovamente le linee guida promosse dai commercianti locali per contenere la movida.

Secondo i residenti, il codice presentato dagli esercenti si è rivelato un “guscio vuoto”, privo di strumenti concreti per affrontare il degrado e l’invivibilità notturna che caratterizzano l’area dell’Umbertino. Il Comitato ha ricordato come le ordinanze comunali precedenti avessero ottenuto risultati tangibili, migliorando la qualità della vita e riducendo notevolmente l’inquinamento acustico, come confermato dai rilievi dell’Arpa.

Nel gennaio 2025, l’amministrazione comunale aveva scelto di sospendere l’efficacia delle ordinanze per affidarsi, secondo i cittadini, “ciecamente”, al codice dei commercianti. Una scelta ritenuta dagli stessi residenti incomprensibile, anche perché avvenuta senza reale coinvolgimento della comunità locale, nonostante la presenza ai tavoli di confronto.

Il Comitato denuncia che da allora la situazione è drasticamente peggiorata: l’area è tornata a essere teatro di assembramenti massicci, locali trasformati in discoteche, incremento di attività legate alla ristorazione – salite a circa novanta – e un ritorno preoccupante dello spaccio di sostanze stupefacenti. A ciò si aggiungono fenomeni di occupazione abusiva di suolo pubblico, violazioni del codice della strada e somministrazione irregolare di alcolici.

“Noi a questo gioco non ci stiamo”, si legge nel comunicato, in cui i residenti sottolineano che spetta all’amministrazione comunale tutelare salute e vivibilità, facendo rispettare le normative. Se le nuove misure non garantiranno questi obiettivi, sarà compito della giunta rispondere delle conseguenze.

Infine, i rappresentanti del Comitato mettono in guardia dal tentativo di “riesumare esperimenti fallimentari”, che, a loro dire, mirano a mantenere lo status quo e a favorire gli interessi economici di pochi a scapito del diritto al riposo e alla sicurezza dei cittadini.

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