Centrodestra in Puglia tra attacchi alla sinistra, promesse e sfide locali

Meloni, Salvini e Tajani mobilitano la base a Bari: tra sicurezza, giustizia e sanità, il centrodestra cerca il voto degli indecisi per vincere in Puglia

Mentre il centrodestra si prepara al voto regionale in Puglia, i principali leader della coalizione si sono ritrovati sul palco del Teatro Team di Bari per un evento che ha visto la partecipazione di duemila persone e altre centinaia all’esterno, collegate tramite maxischermi. Al centro dell’attenzione non solo le sfide locali, ma anche i grandi temi della politica nazionale. L’imprenditore Luigi Lobuono, candidato della maggioranza, ha aperto l’incontro mostrando emozione e determinazione, rivendicando obiettivi ambiziosi: “200mila posti di lavoro in 24 mesi”, rilancio della sanità e una Puglia che “deve correre come una McLaren”.

Giorgia Meloni ha difeso la propria leadership, sottolineando che solo gli italiani, e non un referendum sulla giustizia, potranno decidere la fine del suo mandato: “Arriveremo a fine legislatura, e sarà il popolo a giudicare”. La premier ha inoltre evidenziato l’isolamento della sinistra, definita “ai margini della vita politica per supponenza”, e ha replicato con ironia a certe critiche mediatiche: “Mi trucco da sola e nemmeno così bene”, ha detto, riferendosi indirettamente a Umberto Galimberti e alle sue recenti dichiarazioni.

Antonio Tajani ha puntato il dito contro la gestione Emiliano, equiparando l’attuale sindaco di Bari, Decaro, al governatore uscente: “Con Decaro sarebbe un proseguimento di ciò che non funziona”. Tajani ha anche parlato di un progetto innovativo per contrastare la xylella, sostenuto dai “300 milioni del piano Coltiva Italia” rivendicati dalla premier. Inoltre, ha attaccato la Cgil e il suo segretario Landini, accusandoli di fare politica con l’obiettivo di portarlo alla guida del PD.

Matteo Salvini ha riacceso i toni sulla sicurezza, annunciando l’imminente presentazione di un decreto dedicato e rinnovando le sue critiche alla gestione dei migranti: “Fuori dalle palle chi non rispetta la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione e costituzione”. Salvini ha inoltre insistito sulla necessità di convincere gli astenuti a votare: “Chi non vota poi non si lamenti per cinque anni”. Obiettivo dichiarato: portare la Lega a ottenere il miglior risultato della sua storia in Puglia.

Sul fronte nazionale, la manovra economica è stata al centro di numerose precisazioni, con Meloni che ha difeso l’impianto della legge di bilancio: “Senza i 40 miliardi del superbonus sarebbe stata una manovrona”. Restano però le divergenze all’interno della maggioranza: Forza Italia insiste su dividendi e affitti brevi, la Lega chiede più fondi per le forze dell’ordine e nuove misure di rottamazione. A emergere anche la questione della riforma della giustizia, definita da Meloni come “un atto di libertà” per i magistrati, e la convinzione che anche molti esponenti di sinistra la sosterrebbero in segreto.

Lobuono è stato l’unico a menzionare la crisi dell’Ilva, che sarà al centro di un tavolo con i sindacati a Palazzo Chigi. Questo riferimento ha rappresentato l’unico passaggio sul fronte industriale in un evento dominato da sanità, lavoro e sicurezza. Riguardo alle liste d’attesa, Meloni ha annunciato 1,3 milioni di prestazioni in più, con l’obiettivo di superare i 2 milioni entro la fine dell’anno.

Infine, le polemiche sul Ventennio fascista sono state minimizzate, con Salvini che ha dichiarato: “Il fascismo è stato sconfitto dalla storia”, mentre Tajani ha preso le distanze dalle dichiarazioni del generale Vannacci, sottolineando che non rappresentano la sua posizione.

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