La vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia e il marito Sandro Cataldo approderà in aula. La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha disposto il rinvio a giudizio per 15 persone nell’ambito dell’inchiesta sui presunti episodi di compravendita di voti in Puglia. La prima udienza del procedimento è stata fissata per il 12 gennaio 2027.
L’inchiesta riguarda una serie di consultazioni elettorali che si sono svolte tra il 2020 e il 2021, in particolare le elezioni Regionali del 2020, le amministrative di Grumo Appula e le Comunali di Triggiano del 2021. Le accuse contestate dalla Procura dovranno ora essere valutate nel corso del dibattimento, dove verranno esaminate le responsabilità individuali degli imputati.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i pubblici ministeri Claudio Pinto e Savina Toscani ipotizzano l’esistenza di due gruppi organizzati con l’obiettivo di condizionare il consenso elettorale attraverso pratiche considerate illecite. Al centro dell’indagine figura Sandro Cataldo, fondatore del movimento Sud al centro, indicato dalla Procura come presunto promotore delle attività contestate. Le accuse, tuttavia, saranno oggetto di verifica nel processo.
Tra le persone chiamate a rispondere davanti ai giudici figurano anche Anita Maurodinoia e il marito Sandro Cataldo. Maurodinoia, eletta al Consiglio regionale della Puglia nel 2020 nella lista del Partito democratico con quasi 20mila preferenze, aveva lasciato l’incarico di assessora ai Trasporti dopo aver ricevuto un avviso di garanzia. La decisione era arrivata nello stesso periodo dell’arresto del marito.
La posizione degli imputati con rito abbreviato
Nel corso della stessa udienza preliminare, il tribunale ha definito anche la posizione di tre persone che avevano scelto il rito abbreviato. L’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, la moglie Gaetana Lanotte e il finanziere Nicola Giovanni Nitti sono stati assolti con la formula “per non aver commesso il fatto”.
La loro posizione è stata quindi separata dal procedimento principale, che proseguirà con il giudizio ordinario per le altre 15 persone rinviate a giudizio. La sentenza ha concluso il percorso processuale scelto dagli imputati attraverso il rito alternativo, mentre per gli altri coinvolti sarà necessario attendere l’apertura del dibattimento.
L’indagine aveva portato nel 2024 a misure cautelari nei confronti di alcuni degli indagati. Sandro Cataldo era stato arrestato nell’aprile dello stesso anno e successivamente sottoposto ai domiciliari, misura terminata nel luglio 2024.
L’inchiesta si concentra su presunti meccanismi di raccolta del consenso durante alcune competizioni elettorali locali e regionali. Le ipotesi accusatorie formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte al vaglio del giudice nel corso del processo, con l’analisi delle prove e delle testimonianze raccolte durante le indagini.
Il procedimento rappresenta uno dei filoni giudiziari più rilevanti degli ultimi anni in Puglia in materia di presunti reati elettorali. Con l’inizio del processo previsto per gennaio 2027, la vicenda entrerà nella fase del confronto tra accusa e difese davanti al tribunale competente.
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