Caos semestre filtro: pochi ammessi ai corsi di Medicina e Veterinaria

All'Università di Bari centinaia di studenti restano esclusi dopo mesi di corsi: solo una minoranza ha superato tutte le prove previste dal nuovo sistema

Delusione e proteste si sollevano dagli studenti dell’Università di Bari dopo la pubblicazione dei risultati delle selezioni per i corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, che quest’anno hanno introdotto per la prima volta il cosiddetto semestre filtro. L’iniziativa, pensata come fase iniziale di valutazione per l’accesso alle lauree a numero programmato, ha lasciato fuori la maggioranza degli aspiranti, molti dei quali avevano già affrontato mesi di frequenza obbligatoria, spese e trasferimenti.

Sahar Locaputo, coordinatrice dell’Unione degli studenti Bari, ha espresso forti critiche verso l’intero impianto della riforma: “Si era parlato di ampliamento, ma nei fatti è stato un meccanismo di esclusione. Regole confuse, disparità di trattamento e mancanza di trasparenza negli esami hanno penalizzato tantissimi ragazzi e ragazze”. Le sue parole riflettono il malcontento diffuso tra gli studenti, che denunciano gravi disomogeneità nell’organizzazione delle prove, obblighi di frequenza non uniformi e carenze nella tutela dell’anonimato durante le valutazioni.

Intanto, i dati ufficiali confermano il fallimento della nuova modalità selettiva: a Bari, su 350 posti disponibili per Medicina, solo 255 studenti hanno superato i tre esami previsti, mentre 95 dovranno ancora recuperare crediti formativi. A Taranto, la situazione è ancora più critica: dei 83 posti totali, solo 20 sono stati completamente assegnati, mentre i restanti attendono esiti futuri.

Per chi non ha superato tutte le prove, resta un’ultima possibilità entro il 28 febbraio, con un esame aggiuntivo, spesso in Fisica, una delle materie più ostiche per molti. Chi invece ha superato i test ha tempo fino al 14 gennaio per perfezionare l’immatricolazione, pena la decadenza dal diritto. Per i non idonei – coloro che non hanno superato nemmeno una prova – non resta che optare per corsi affini, come Biotecnologie o Scienze biologiche.

A Odontoiatria la situazione è ancor più stringente: solo 3 studenti si immatricoleranno immediatamente, nonostante i posti disponibili fossero 28. Anche per Veterinaria il bilancio è deludente, con 15 ammessi su 60. I dati, pubblicati sul portale Universitaly e accessibili tramite credenziali personali, evidenziano le criticità della riforma.

Il semestre filtro, introdotto come esperimento per selezionare in modo più mirato i futuri studenti delle facoltà sanitarie, non ha incontrato il favore degli studenti, che sin da subito ne avevano contestato modalità e criteri. Il sistema prevedeva tre esami durante il primo semestre, il cui superamento completo era necessario per l’accesso definitivo al corso.

Molti studenti si ritrovano ora in una situazione di incertezza, con mesi di impegno alle spalle e un futuro accademico da riorientare. Le associazioni studentesche chiedono ora una revisione del modello, denunciando un sistema che, a loro dire, non garantisce pari opportunità e che rischia di aumentare le diseguaglianze nell’accesso all’istruzione universitaria.

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