Con l’inizio del 2026, si prevede un riassetto nell’esecutivo cittadino di Bari, determinato dalla recente elezione di Elisabetta Vaccarella al Consiglio regionale. L’attuale assessora alla Giustizia sociale, figura di rilievo del Partito Democratico, è stata eletta con oltre 26mila preferenze lo scorso novembre, e potrebbe rassegnare le dimissioni già nelle prossime ore, durante una riunione della Giunta.
Il possibile rimpasto potrebbe aprire a un ridisegno più ampio della squadra di governo cittadina, guidata dal sindaco Vito Leccese, soprattutto considerando l’importanza e la delicatezza delle deleghe finora in capo a Vaccarella: Benessere sociale, Diritti civili, Inclusione, Servizi alla persona, Accoglienza e contrasto alle discriminazioni e alla povertà. La gestione di questi ambiti potrebbe essere accorpata sotto un’unica nuova figura, oppure distribuita tra più assessori, in un’ottica di maggiore specializzazione.
Tra i nomi più papabili per la successione, spicca quello della consigliera comunale Giovanna Salemmi, al primo mandato ma già attiva con deleghe alle politiche giovanili e alle relazioni con enti e associazioni del territorio. La sua possibile nomina permetterebbe anche di mantenere la parità di genere all’interno della Giunta, oggi composta da cinque donne e cinque uomini.
In alternativa, la scelta potrebbe ricadere su un altro esponente del Partito Democratico con maggiore esperienza politica. Michelangelo Cavone, ex presidente del Consiglio comunale e attuale consigliere della Città metropolitana con deleghe su Mobilità sostenibile e Sviluppo delle reti territoriali, è tra i profili più accreditati. La sua nomina potrebbe rappresentare una sintesi tra le diverse anime del Pd barese, in particolare quella riferibile a Marco Lacarra, che con l’uscita di Vaccarella perderebbe un’importante rappresentanza nell’esecutivo.
Altri consiglieri in lizza sono Marco Bronzini, Antonio Bozzo, Nicola Amoruso e Lorenzo Leonetti, quest’ultimo delegato alle relazioni con le associazioni sportive. Tuttavia, pare improbabile che il sindaco scelga una figura esterna alla compagine consiliare attuale, preferendo valorizzare risorse interne. Più plausibile, invece, un possibile rimpasto più ampio che potrebbe coinvolgere anche altri assessorati, andando a modificare gli equilibri costruiti appena un anno e mezzo fa con l’insediamento della nuova amministrazione.
I tempi sembrano destinati a essere brevi: la prima seduta del nuovo Consiglio regionale è attesa nelle prossime settimane e, secondo fonti vicine a Palazzo di Città, entro l’inizio di febbraio dovrebbe essere presa una decisione definitiva.