Il procedimento giudiziario legato al gesto di violenza nei confronti di un gatto che scosse Alberobello si è chiuso con una sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato, a seguito dell’esito positivo del periodo di messa alla prova affrontato dalla minorenne coinvolta. La ragazza, all’epoca sedicenne, era finita sotto i riflettori per aver preso a calci un gatto, lanciandolo in una fontana, con conseguenze fatali per l’animale, morto pochi giorni dopo. Il video del gesto, pubblicato e condiviso sui social, aveva suscitato ampia indignazione pubblica.
La Lega Anti Vivisezione (Lav), che aveva sporto denuncia in seguito alla diffusione delle immagini, ha comunicato ufficialmente l’esito del caso. Secondo quanto riferito dall’associazione, il giudice ha imposto alla ragazza un percorso educativo rigoroso, durato sette mesi, finalizzato a una valutazione approfondita della sua personalità e della sua capacità di gestire le emozioni, con particolare attenzione allo sviluppo dell’empatia verso gli animali e al rispetto delle norme legali.
Il programma, predisposto nell’ambito della messa alla prova prevista dal sistema giudiziario minorile, ha mirato a favorire la rieducazione e la consapevolezza dell’impatto delle proprie azioni, soprattutto quando queste possono mettere in pericolo la vita di altri esseri viventi.