Un’operazione congiunta tra carabinieri forestali, militari della stazione locale di Carbonara e personale del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) ha portato alla luce un grave caso di smaltimento illecito di rifiuti. Decisivo per l’indagine è stato l’utilizzo di un drone, che ha permesso di documentare dall’alto l’attività sospetta: rifiuti venivano bruciati all’interno di una cava, violando le normative ambientali.
Le immagini aeree, registrate durante un sopralluogo mirato, hanno mostrato chiaramente colonne di fumo provenienti da cumuli di scarti accesi, confermando i sospetti iniziali delle forze dell’ordine. L’area, estesa per circa 30mila metri quadrati, è stata immediatamente posta sotto sequestro per impedire ulteriori danni ambientali e permettere accertamenti tecnici approfonditi.
L’intervento si inserisce in un più ampio programma di controlli ambientali intensificati, che mirano a contrastare le pratiche illecite nel settore dello smaltimento dei rifiuti, spesso effettuate in zone periferiche e difficilmente accessibili. Proprio per questo motivo, la sorveglianza dall’alto tramite drone si è dimostrata uno strumento estremamente efficace nel rilevare in tempo reale condotte illegali.
La titolare dell’attività è stata denunciata con l’accusa di gestione illecita di rifiuti e combustione non autorizzata. Le autorità stanno ora procedendo con ulteriori verifiche per valutare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e l’impatto ambientale provocato dagli incendi, che potrebbero aver rilasciato sostanze nocive nell’aria e nel suolo circostante.
Secondo fonti investigative, non si tratterebbe di un episodio isolato: l’area era già monitorata da tempo per via di precedenti segnalazioni. I risultati delle indagini potrebbero dunque contribuire ad allargare il quadro accusatorio e portare a nuove operazioni nei confronti di realtà imprenditoriali che operano al di fuori della legalità.
L’azione dei carabinieri forestali rappresenta un esempio di come la tecnologia, integrata alle attività investigative tradizionali, possa offrire risultati concreti nella lotta contro i reati ambientali, un problema sempre più diffuso nel territorio pugliese e in molte altre aree del Paese.