Duemila ulivi espiantati per far posto a un impianto fotovoltaico da quasi 15 ettari. Succede a Bitonto, in località Pozzo delle Grue, dove è in corso la realizzazione di una centrale solare da 11,97 megawatt elettrici (MWe). Un intervento che ha suscitato l’indignazione della Cia – Agricoltori Italiani di Puglia, che ha denunciato l’impatto devastante dell’opera sul paesaggio agricolo e sull’identità del territorio.
A guidare la protesta è Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale della Cia, che definisce l’intervento “una vergogna” e un esempio concreto di come, anche in nome della transizione ecologica, si continui a consumare suolo agricolo prezioso. “In Puglia non si espianta più solo per la Xylella, ma anche per lasciare spazio a una distesa di pannelli e cemento”, ha dichiarato.
L’impianto fotovoltaico interesserà una superficie complessiva di 14,85 ettari, che alla fine dei lavori sarà completamente ricoperta da pannelli solari e da opere infrastrutturali in cemento. Una trasformazione che, secondo Sicolo, contrasta apertamente con le politiche di contenimento del consumo di suolo e con l’obiettivo di valorizzare l’agricoltura tradizionale pugliese.
“Gli espianti sono già iniziati, e vi assicuro che non è uno spettacolo piacevole”, ha affermato Sicolo, “ulivi secolari vengono distrutti come se ci fosse stato un disastro naturale, ma in realtà si tratta di un disastro creato dall’uomo, con il benestare della politica”. Il leader della Cia Puglia lancia un appello affinché si rivedano le modalità di sviluppo delle energie rinnovabili, privilegiando il riutilizzo di aree industriali dismesse o terreni non agricoli, senza compromettere ecosistemi rurali storicamente produttivi.