Le Giornate Fai di Primavera tornano a Bari con un programma articolato che coinvolge l’intera area metropolitana, offrendo ai visitatori l’opportunità di accedere a luoghi di particolare interesse storico e artistico. L’iniziativa, prevista per sabato 21 e domenica 22 marzo, si inserisce nel calendario nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, proponendo un itinerario ricco e diversificato.
Tra le principali attrazioni figura il Teatro Margherita, recentemente oggetto di un importante intervento di riqualificazione. La riapertura dello storico edificio rappresenta uno degli elementi centrali dell’edizione, restituendo alla città uno spazio di grande valore simbolico e culturale. L’immobile, situato sul mare e da sempre parte integrante dell’identità urbana barese, sarà accessibile al pubblico con orari continuativi dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso previsto alle 19.30.
Il percorso di visita si sviluppa attraverso diversi ambienti rinnovati, offrendo un’esperienza immersiva. L’accesso avviene dal foyer ottagonale, da cui si apre la visione della cupola decorata con dipinti murali realizzati dal pittore Nicola Colonna. A catturare l’attenzione è anche il grande lampadario contemporaneo “La luce del tempo”, opera dell’artista Mario Nanni, che dialoga con l’architettura storica dello spazio.
Proseguendo, i visitatori raggiungono la platea dell’ex sala cinematografica, oggi reinterpretata con elementi moderni. La presenza di ballatoi metallici e del nuovo pavimento in legno richiama la configurazione originaria del teatro, creando un equilibrio tra memoria e innovazione. Il percorso si conclude al primo piano, da cui è possibile osservare l’intera sala dall’alto, offrendo una prospettiva inedita dell’edificio.
Parallelamente al Teatro Margherita, il programma include altri nove siti distribuiti tra Bari e i comuni limitrofi. Tra questi figurano l’Adelfia Ipogea e il complesso formato dalla chiesa dell’Addolorata e dal convento Monacelle a Casamassima. A Conversano sarà possibile visitare la chiesa di San Cosma, mentre a Giovinazzo saranno aperti la cattedrale e il palazzo vescovile.
L’itinerario prosegue con la chiesa dell’Annunciazione a Gravina e la chiesa matrice dedicata a San Nicola nel centro storico di Mola di Bari. A Molfetta sarà accessibile la parrocchia di San Bernardino, mentre Monopoli offrirà la possibilità di esplorare la chiesa e il villaggio rupestre dei santi Andrea e Procopio. Infine, a Santeramo saranno visitabili il palazzo comunale e il palazzo marchesale.
La varietà dei luoghi selezionati evidenzia la ricchezza culturale del territorio, spaziando tra architetture religiose, complessi storici e testimonianze archeologiche. L’obiettivo dell’iniziativa è favorire una maggiore consapevolezza del patrimonio locale, incentivando la partecipazione attiva dei cittadini e dei visitatori.
Il contributo suggerito per l’ingresso al Teatro Margherita è di 3 euro per gli iscritti Fai e di 5 euro per i non iscritti, in linea con la filosofia dell’evento che mira a sostenere la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.
Nel contesto della presentazione ufficiale, è stato sottolineato il valore strategico della riapertura del teatro. Il recupero dell’edificio è il risultato di una collaborazione tra istituzioni pubbliche, tra cui Ministero della Cultura, Regione e Comune, che ne ha recentemente acquisito la proprietà. Questo passaggio segna un punto di svolta nella gestione e nella programmazione futura dello spazio.
L’intenzione è quella di trasformare il Teatro Margherita in un centro dedicato all’arte contemporanea, con una gestione pubblica orientata alla promozione culturale. In questa prospettiva, la struttura potrebbe diventare un punto di riferimento per eventi, mostre e iniziative artistiche, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale del territorio.
Le Giornate Fai di Primavera si confermano così un appuntamento di rilievo, capace di coniugare scoperta, partecipazione e valorizzazione. L’edizione barese del 2026 punta a rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio, proponendo un modello di fruizione culturale accessibile e diffuso.