Bari, ok del Consiglio di Stato: via libera al Parco della Giustizia

Il Consiglio di Stato conferma la piena legittimità del progetto: investimento da oltre 306 milioni di euro e un grande spazio verde urbano destinato a trasformare l’organizzazione della giustizia e il volto della città

Per anni il sistema giudiziario barese ha dovuto convivere con una distribuzione degli uffici frammentata e poco funzionale. Tribunale penale, Procura e altri servizi della giustizia sono stati ospitati in strutture nate con finalità completamente diverse, spesso caratterizzate da spazi insufficienti, corridoi inadatti alla gestione degli archivi e una carenza cronica di aule. In alcuni casi, come nelle sedi di via Dioguardi e piazza Mater Ecclesiae, magistrati e personale hanno lavorato in edifici ritenuti non idonei alle esigenze operative di un distretto giudiziario tra i più rilevanti del Sud Italia.

Anche l’ufficio del Giudice di Pace ha affrontato difficoltà simili: la sede attuale si trova infatti all’interno di un immobile datato, inserito in un complesso residenziale e lontano dagli altri uffici giudiziari, con criticità evidenti sul piano della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro. Proprio questa situazione ha reso negli anni sempre più urgente la realizzazione di una struttura unica capace di riunire gli uffici e migliorare l’efficienza complessiva del sistema.

La risposta a questa esigenza è rappresentata dal Parco della Giustizia, progetto destinato a sorgere nell’area delle ex caserme Capozzi e Milano. L’intervento prevede l’unificazione dei principali uffici giudiziari in un unico grande polo, progettato per garantire standard moderni di sicurezza, funzionalità e gestione dei flussi di lavoro. Secondo i vertici della magistratura, la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria rappresenta una priorità assoluta per assicurare al distretto strutture adeguate alle esigenze di un sistema giudiziario complesso.

Il progetto non si limiterà tuttavia alla costruzione di edifici destinati alla giustizia. Uno degli elementi centrali riguarda la dimensione urbanistica e ambientale dell’intervento. L’area sarà infatti trasformata in un ampio spazio verde accessibile ai cittadini, capace di coniugare le esigenze istituzionali con la rigenerazione urbana di una zona per anni rimasta inutilizzata. Il Parco della Giustizia è stato concepito come un vero “polmone verde” urbano, dove la presenza delle strutture giudiziarie si integrerà con aree verdi e spazi aperti alla collettività.

La realizzazione dell’opera comporta anche un investimento economico significativo. Il bando per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori parte da una base d’asta superiore ai 306 milioni di euro, cifra che testimonia l’importanza strategica dell’intervento per il territorio. Prima di arrivare alla fase operativa, l’area è stata oggetto di interventi preliminari che hanno incluso la bonifica del sito e la demolizione delle vecchie strutture militari, operazioni già completate e necessarie per consentire l’avvio delle nuove costruzioni.

Il percorso verso la realizzazione del Parco della Giustizia è stato però lungo e complesso anche sul piano amministrativo e legale. Diverse associazioni ambientaliste, insieme ad alcuni residenti e al comitato “Per un parco verde di quartiere alle ex Casermette: Capozzi e Milano”, avevano contestato il progetto temendo possibili impatti sul territorio. I ricorsi presentati miravano a bloccare l’iter autorizzativo, sostenendo la necessità di una tutela più ampia dell’area.

La questione è arrivata fino al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi definitivamente sulla legittimità dell’intervento. Con la sentenza pubblicata il 9 marzo 2026, i giudici amministrativi di secondo grado hanno respinto i ricorsi e confermato la correttezza dell’intero procedimento seguito dal Ministero e dall’Agenzia del Demanio. La decisione rappresenta di fatto l’ultimo passaggio di una lunga vicenda giudiziaria e amministrativa.

Secondo quanto stabilito nella sentenza, il progetto rispetta l’impostazione prevista e integra in modo coerente la funzione istituzionale degli edifici con una forte componente ambientale e di riqualificazione urbana. Proprio questo equilibrio tra sviluppo e sostenibilità è stato uno degli elementi centrali della valutazione dei giudici amministrativi.

Con il via libera definitivo del Consiglio di Stato e la conclusione delle procedure amministrative, il progetto entra ora nella fase operativa. Bari si prepara quindi ad assistere alla nascita di una struttura destinata a ridisegnare l’organizzazione della giustizia locale e a trasformare profondamente un’area strategica della città. L’obiettivo è creare un complesso moderno, efficiente e aperto al contesto urbano, capace di rappresentare al tempo stesso un presidio istituzionale e uno spazio pubblico fruibile.

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