Il settore delle costruzioni nel territorio di Bari sta attraversando un periodo particolarmente difficile, entrando di nuovo in “zona rossa” a causa di una combinazione di fattori economici e geopolitici. Il rialzo dei costi delle materie prime, l’impennata delle bollette energetiche e il caro carburante stanno mettendo a dura prova le imprese edili. A questi si aggiungono le tensioni geopolitiche internazionali, come il conflitto in Medio Oriente, che sta avendo un impatto diretto sui cantieri della città.
I materiali diventano beni di lusso
L’Anaepa Confartigianato, con il suo presidente Italo Laera, ha lanciato l’allarme sulla situazione critica, segnalando che materiali strategici, come il bitume, stanno diventando beni di lusso. Il prezzo di quest’ultimo, fondamentale per la realizzazione e la manutenzione delle strade, è aumentato drasticamente, passando da 400 a circa 600 euro a tonnellata. Questo aumento rende insostenibili i costi di costruzione, costringendo le imprese a operare in perdita. Anche acciaio e metalli stanno vedendo un’impennata delle quotazioni internazionali, che comprimono ulteriormente i margini di profitto, come sottolineato da Laera, che definisce la situazione come “difficilmente sostenibile”.
Cantieri fermi e l’incognita del Pnrr
Il rischio di paralisi dei cantieri è concreto. Le difficoltà nel reperire i materiali e i ritardi nelle forniture stanno rallentando i lavori, mettendo in pericolo non solo il rispetto dei contratti, ma anche la tempistica delle opere pubbliche. Il timore maggiore riguarda i progetti legati al Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che devono essere completati entro il luglio 2026. Ogni giorno di ritardo potrebbe compromettere la realizzazione delle infrastrutture fondamentali per lo sviluppo della regione Puglia, facendo perdere i finanziamenti vitali e impedendo il raggiungimento degli obiettivi strategici programmati.
La richiesta di intervento delle istituzioni
Di fronte a questa emergenza, Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Bari-Bat-Brindisi, ha richiesto un intervento urgente delle istituzioni. Sgherza chiede che la crisi internazionale non si traduca in un blocco totale dell’economia locale e sollecita una revisione dei prezzari pubblici, che attualmente sono troppo lenti nel recepire le variazioni dei costi di mercato. L’obiettivo è ristabilire condizioni di equilibrio per le imprese edili e per l’intero settore produttivo.
Sgherza propone anche l’attivazione di tavoli di monitoraggio per tenere sott’occhio l’andamento dei prezzi delle commodity, con l’obiettivo di evitare che l’attuale crisi del settore edile possa innescare un effetto domino che comprometta la crescita e lo sviluppo delle infrastrutture nel territorio.