La vicenda che ha coinvolto Silvia, una bambina di 12 anni affetta da disabilità, ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’accessibilità e del rispetto nei luoghi pubblici. Dopo l’episodio avvenuto il 16 agosto scorso allo stadio San Nicola di Bari, durante l’amichevole tra Inter e Olympiacos, la piccola è stata accolta dal sindaco Vito Leccese a Palazzo di Città. La visita istituzionale ha rappresentato un gesto di vicinanza e ascolto, sottolineato anche dalle parole della madre: “Ringrazio il primo cittadino per la sua disponibilità ad ascoltarci e per aver messo la faccia in una questione così delicata”.
Il giorno della partita, Silvia e la sua famiglia non erano riusciti a raggiungere i posti riservati in Tribuna Est, a causa di comportamenti scorretti e incivili da parte di alcuni spettatori. L’episodio ha generato una forte reazione pubblica, tra sdegno e richieste di chiarimenti da parte delle istituzioni.
In seguito all’accaduto, la società organizzatrice dell’evento ha presentato le proprie scuse alla famiglia, ricevendo dalla madre della ragazza un riconoscimento per il “tatto e la sensibilità” dimostrati. Il caso ha inoltre trovato spazio nelle sedi istituzionali, grazie all’intervento del consigliere comunale di centrodestra Carlo Patruno, che ha formalizzato una richiesta di chiarimenti alla SSC Bari attraverso la commissione qualità dei servizi del Comune.
Determinante anche il coinvolgimento del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, che ha sollecitato un intervento del Comune per garantire la dignità delle persone con disabilità all’interno dello stadio. La madre di Silvia ha ringraziato pubblicamente sia il Garante che Patruno, sottolineando l’importanza della collaborazione tra enti pubblici e cittadini per promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione.
Oltre al primo cittadino, anche il consigliere municipale Andrea Caradonna è stato citato nei ringraziamenti della madre di Silvia, per l’impegno dimostrato nel voler sensibilizzare la popolazione su un tema ancora troppo spesso trascurato. “La voce di Silvia era oggi l’eco di tante altre voci”, ha scritto la donna in un post social, dando voce al bisogno di cambiamento che parte da esperienze concrete e vissute.