Bari candida il culto di San Nicola al patrimonio Unesco

Il Comune avvia la preparazione del dossier per il riconoscimento internazionale. Coinvolti istituzioni, Chiesa, università, associazioni e comunità legate alla tradizione nicolaiana

Il Comune di Bari ha avviato il percorso per candidare il culto di San Nicola al riconoscimento Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il progetto, annunciato dal sindaco Vito Leccese, prevede la preparazione di un dossier destinato a valorizzare una tradizione che da secoli supera i confini della città e coinvolge comunità di Paesi, culture e confessioni differenti.

La devozione a San Nicola si esprime attraverso riti, celebrazioni, pellegrinaggi e tradizioni tramandate nel tempo, con la Basilica Pontificia di San Nicola di Bari come uno dei principali luoghi di riferimento. La candidatura punta a raccontare non soltanto l’aspetto religioso, ma anche il patrimonio di pratiche, memorie e relazioni costruito attorno alla figura del santo.

Il prossimo passaggio sarà la costituzione di un Comitato promotore, che riunirà il Comune di Bari, la Basilica Pontificia di San Nicola, la Diocesi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia.

Al lavoro parteciperanno inoltre università, enti di ricerca, esperti Unesco, associazioni culturali e rappresentanti delle comunità legate alla tradizione nicolaiana. L’obiettivo sarà raccogliere e organizzare gli elementi necessari alla costruzione del dossier e alla definizione del percorso di candidatura.

Il progetto non si limita al riconoscimento Unesco. Tra gli obiettivi figura anche la creazione di una rete internazionale tra città e comunità legate al culto di San Nicola, rafforzando i rapporti tra realtà che condividono tradizioni e forme di devozione sviluppatesi nel corso dei secoli.

Bari punta così a valorizzare il proprio ruolo storico come luogo di incontro tra culture e comunità differenti. Il culto di San Nicola, diffuso in numerosi territori, viene considerato un elemento capace di creare collegamenti oltre i confini geografici e religiosi.

La preparazione del dossier rappresenta ora il primo passo di un percorso che coinvolgerà istituzioni, Chiesa, università, associazioni e comunità. L’obiettivo è trasformare la tradizione nicolaiana in un progetto internazionale di valorizzazione del patrimonio immateriale, mettendo al centro la sua storia, la sua diffusione e le comunità che continuano a custodirla.

Redazione

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