Protesta silenziosa ma visibile quella andata in scena questa mattina a Bari, dove un gruppo di azionisti dell’ex Banca Popolare di Bari si è riunito indossando mascherine chirurgiche davanti alla sede della Banca del Mezzogiorno, in corso Cavour. Al centro della contestazione, la decisione dell’istituto di convocare nuovamente l’assemblea degli azionisti in modalità a distanza, giustificata dal riacutizzarsi dei casi di Covid-19.
A promuovere l’iniziativa è stato il Comitato indipendente azionisti Bpb, che in Puglia conta circa mille iscritti. Gli aderenti hanno espresso forte delusione per la mancanza di un confronto diretto e trasparente con la banca, ritenendo inaccettabile il protrarsi di una gestione a porte chiuse, che impedisce ai piccoli azionisti di far sentire la propria voce durante le decisioni cruciali.
Il malcontento è legato anche alla situazione patrimoniale bloccata di numerosi soci, che da tempo chiedono all’istituto di riacquistare le azioni in loro possesso, divenute di fatto invendibili. “Nessuno le compra, e la banca continua a ignorarci”, hanno spiegato alcuni manifestanti durante la protesta.
La manifestazione simbolica, accompagnata dall’uso delle mascherine, è stata una critica diretta alla giustificazione sanitaria usata per limitare la partecipazione in presenza: secondo il Comitato, la scelta sarebbe pretestuosa e funzionale a evitare il confronto pubblico sulle scelte gestionali dell’istituto.
Gli azionisti rivendicano il diritto a una gestione più trasparente e partecipativa, e ribadiscono la necessità che la banca si faccia carico della situazione degli ex soci, molti dei quali hanno visto andare in fumo i propri risparmi. Il Comitato ha già fatto sapere che proseguirà con nuove iniziative di mobilitazione, qualora la direzione dell’istituto continui a evitare il dialogo diretto.
La protesta arriva in un momento delicato per la Banca del Mezzogiorno – subentrata nella gestione dell’ex Popolare di Bari – che si trova a dover affrontare non solo le conseguenze di vecchie gestioni, ma anche il difficile rapporto con gli ex azionisti rimasti esclusi da una reale possibilità di risarcimento o uscita.