Assalti ai bancomat con la “marmotta”, arrestata una banda: tre indagati sono baresi

I carabinieri fermano cinque persone accusate di 17 colpi in un mese tra quattro regioni: un 46enne di Bari ritenuto il regista

È stata smantellata una presunta banda specializzata negli assalti esplosivi ai bancomat con la cosiddetta “tecnica della marmotta”. Nella serata di mercoledì 4 febbraio, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto hanno eseguito cinque arresti nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di una lunga scia di colpi messi a segno in diverse regioni del Centro-Sud Italia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe realizzato almeno 17 assalti a sportelli automatici in poco più di un mese, operando tra Puglia, Basilicata, Campania e Lazio. Le azioni sarebbero state caratterizzate da una frequenza particolarmente elevata, con colpi commessi anche a distanza di sole 24 ore, e da modalità violente che avrebbero causato ingenti danni alle strutture bancarie.

Tra le cinque persone finite in manette figurano anche tre soggetti originari di Bari. In particolare, un 46enne barese, ritenuto vicino al clan Parisi, viene indicato dagli inquirenti come la mente organizzativa della banda, colui che avrebbe pianificato i raid e coordinato le operazioni sul territorio.

La tecnica utilizzata, nota come “marmotta”, consiste nell’inserimento di un ordigno artigianale all’interno dello sportello bancomat, che viene fatto esplodere per forzare la cassaforte e sottrarre il denaro. Un metodo estremamente pericoloso, che oltre a garantire bottini consistenti, provoca gravi danneggiamenti agli edifici e rappresenta un rischio elevato per la pubblica incolumità.

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