Arrestato il presunto autore dell’ordigno nella sala del Regno a Bari

Indagini della Digos portano all’identificazione di un 39enne barese accusato di aver introdotto un ordigno incendiario durante una funzione religiosa con decine di fedeli presenti

Un uomo di 39 anni, originario di Bari, è stato arrestato con l’accusa di aver introdotto un ordigno incendiario rudimentale all’interno della sala del Regno dei Testimoni di Geova nel quartiere Carrassi, dove lo scorso 1° marzo era in corso una funzione religiosa con numerosi partecipanti. L’operazione è stata condotta dalla polizia di Stato al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la misura cautelare della custodia in carcere è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura, dopo la raccolta di diversi elementi ritenuti utili a ricostruire la dinamica dei fatti e il coinvolgimento dell’indagato. I reati contestati riguardano la fabbricazione o detenzione di materiali esplodenti, la realizzazione e il trasporto di un ordigno incendiario e il turbamento di funzioni religiose.

L’episodio risale al pomeriggio del 1° marzo. All’interno della struttura religiosa era in corso una cerimonia alla quale stavano partecipando oltre settanta fedeli, tra cui anche diversi bambini. In quel contesto, un uomo si sarebbe presentato all’ingresso chiedendo di assistere all’incontro religioso. Dopo essere stato accolto, avrebbe preso posto nelle file posteriori della sala.

Gli investigatori hanno ricostruito che il sospettato avrebbe appoggiato a terra una busta di colore celeste vicino alla propria posizione. Poco dopo alcuni presenti hanno iniziato ad avvertire un forte odore di benzina provenire proprio dalla busta lasciata sul pavimento, circostanza che ha immediatamente destato preoccupazione tra i fedeli.

A quel punto è stato contattato il numero unico di emergenza 112. Accortosi probabilmente che l’odore stava attirando l’attenzione dei presenti, l’uomo avrebbe deciso di allontanarsi rapidamente dal luogo di culto, lasciando la busta all’interno della sala e facendo perdere le proprie tracce.

Sul posto sono arrivati in breve tempo gli agenti della Digos e delle Volanti della Questura di Bari, insieme agli artificieri della polizia di Stato. Gli specialisti hanno effettuato le verifiche necessarie e hanno accertato che all’interno della busta era presente un ordigno incendiario di tipo artigianale, che è stato successivamente messo in sicurezza per evitare qualsiasi rischio.

Le successive attività investigative si sono concentrate sulla ricostruzione dei movimenti dell’uomo prima e dopo l’episodio. Un contributo determinante è arrivato dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, che hanno permesso agli investigatori di seguire diversi spostamenti del sospettato e di raccogliere elementi utili alla sua identificazione.

Dalla ricostruzione della Digos è emerso che il 39enne avrebbe raggiunto il luogo di culto utilizzando una bicicletta presa a noleggio tramite un servizio di bike sharing attivo in città. Prima di dirigersi verso la sala del Regno, l’uomo avrebbe fatto tappa in una stazione di servizio della zona.

Qui, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, avrebbe riempito una tanica di plastica con benzina, successivamente inserita nella busta. Alla tanica sarebbe stato collegato un semplice dispositivo di accensione, ritenuto dagli inquirenti il possibile innesco dell’ordigno incendiario.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno quindi portato la Procura di Bari a richiedere l’emissione della misura cautelare nei confronti dell’indagato. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, disponendo l’arresto dell’uomo e il suo trasferimento in carcere.

L’inchiesta ha permesso di chiarire le circostanze dell’episodio che aveva suscitato forte preoccupazione tra i fedeli presenti durante la funzione religiosa, evidenziando l’importanza del rapido intervento dei presenti e delle forze dell’ordine, che ha consentito di evitare conseguenze potenzialmente più gravi.

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