Arrestato a Bari latitante condannato per schiavitù e sfruttamento della prostituzione

Fermato al porto dopo essere sbarcato da una motonave proveniente da Durazzo, l’uomo doveva scontare quasi 15 anni di carcere

Un cittadino rumeno di 49 anni è stato arrestato venerdì scorso dalla polizia di frontiera al porto di Bari, dopo essere sbarcato da una motonave partita da Durazzo, in Albania. L’uomo ha attirato l’attenzione degli agenti per il suo atteggiamento nervoso durante il controllo dei documenti, circostanza che ha spinto le autorità ad avviare accertamenti più approfonditi sulla sua identità.

Le verifiche hanno fatto emergere un passato criminale di estrema gravità, con due condanne a suo carico, entrambe emesse nel 2011. La prima sentenza, pronunciata dalla Corte di Assise di Perugia, lo condanna per associazione a delinquere con finalità di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale aggravata. I reati sono stati commessi tra febbraio 2005 e settembre 2006.

Il secondo provvedimento restrittivo è stato invece emesso dal Tribunale di Perugia e riguarda una condanna per rapina in concorso. Le due pene sono state poi cumulate in un’unica sentenza emessa nel 2014, che ha fissato la pena residua da scontare in 14 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione, oltre a una multa di 1.032,00 euro.

Dopo il completamento delle formalità di legge, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Bari, dove resterà per l’espiazione della pena. L’operazione, condotta dalla polizia di frontiera, rientra nel quadro delle attività di controllo intensificato nei porti del Sud Italia, zone particolarmente sensibili al transito internazionale e all’ingresso irregolare di soggetti potenzialmente pericolosi.

 

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