Il Consiglio comunale di Bari ha recentemente confermato, con 22 voti favorevoli e 2 contrari, l’approvazione della Strada Camionale, un’infrastruttura di 10 km che collegherà l’autostrada A14 con il porto di Bari. Questo progetto, pensato per favorire il traffico pesante, permetterà ai mezzi di raggiungere il porto in circa 20 minuti senza interferire con il traffico cittadino. L’opera, dal costo complessivo di 216 milioni di euro, sarà realizzata dalla Città Metropolitana, con finanziamenti provenienti dai fondi FSC 2012-2020 per 134 milioni e un contributo di 82 milioni dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il progetto prevede un tracciato dedicato ai mezzi pesanti, con corsie in trincea, rotatorie, un viadotto sul canale Lamasinata e un ponte di scavalco sulla tangenziale, rendendo più fluida la connessione tra il porto e l’autostrada. Una volta completata, questa arteria dovrebbe ridurre significativamente l’inquinamento acustico e atmosferico causato dai tir all’interno della città. Il consigliere comunale Pierluigi Introna (Leccese Sindaco) ha espresso il suo entusiasmo per l’opera, definendola “la più importante nel vigente piano regolatore”, evidenziando anche i vantaggi per l’area industriale e l’interporto, che potranno attrarre maggiori investimenti e traffici.
Tuttavia, il progetto non ha mancato di suscitare opposizioni e perplessità, specialmente tra i consiglieri di centrodestra. Giuseppe Carrieri di Forza Italia ha sollevato dubbi sull’effettiva realizzazione della strada, considerando gli ostacoli legati agli espropri e l’opposizione di alcune società che sarebbero pronte a presentare ricorsi al Tar. Carrieri ha definito il progetto “devastante dal punto di vista ambientale” e suggerito alternative come l’adeguamento di via Napoli, considerato più sostenibile sia economicamente che dal punto di vista ambientale.
Anche il consigliere Fabio Romito, della lista Romito sindaco, ha criticato le modalità di gara, giudicate troppo rapide e poco trasparenti, con un bando pubblicato per soli 20 giorni. Romito ha sottolineato che, a suo parere, l’attuale amministrazione, pur professandosi da anni a favore della sostenibilità e della tutela ambientale, ha mancato di coinvolgere pienamente la cittadinanza su un’opera così rilevante. Antonio Ciaula (Fratelli d’Italia) ha invece osservato che il progetto attuale non rispetta il piano Quaroni, che prevedeva un collegamento diverso e più integrato con il Pug (Piano Urbanistico Generale), richiedendo maggiore dialogo tra le parti coinvolte.
L’iter del progetto ha avuto una nuova fase di approvazione per la variante allo strumento urbanistico e per il vincolo preordinato all’esproprio, dopo che erano state presentate alcune osservazioni nei 15 giorni successivi alla prima approvazione dell’aprile 2024. L’assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi, ha spiegato che la Città Metropolitana ha respinto queste osservazioni, determinando il ritorno del progetto in aula per l’approvazione finale. I lavori, assegnati tramite accordo quadro con contratto già siglato a giugno 2023, dovranno attendere il completamento della Valutazione d’Impatto Ambientale e la Conferenza dei Servizi prima dell’avvio effettivo del cantiere.
Dal lato opposto, Michelangelo Cavone, consigliere del Pd, ha espresso pieno sostegno al progetto, considerando la strada camionale un’opportunità per trasformare Bari in una città sempre più accessibile e libera dal traffico pesante, che oggi affolla il centro urbano creando congestionamenti e inquinamento. Cavone ha ribattuto alle critiche del centrodestra, che aveva espresso timori riguardo l’impatto visivo e ambientale della nuova infrastruttura, evidenziando che l’opera sarà realizzata in un’area non urbanizzata e consentirà di liberare il centro cittadino dal transito dei tir, migliorando quindi la qualità della vita per i cittadini.