Una gestione moderna e sostenibile delle risorse idriche: è questo l’obiettivo della nuova legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia, che introduce una disciplina organica sull’utilizzo delle acque sotterranee e superficiali, aggiornando e sostituendo la precedente normativa risalente al 1999.
Un riordino atteso da tempo
La nuova legge, denominata “Disciplina regionale dell’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee”, punta a riordinare la materia alla luce degli aggiornamenti normativi introdotti dal decreto legislativo 152/2006, che ha recepito la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. In particolare, la normativa mira a regolamentare la ricerca, l’estrazione e la derivazione delle acque, escludendo però i casi già disciplinati da leggi speciali.
Obiettivi di qualità e controllo del bilancio idrico
Uno degli elementi cardine della riforma è l’impegno nel raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici e nel miglioramento del bilancio idrico regionale, come previsto dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque (2015-2021). L’abrogazione della legge 18/1999 rappresenta quindi un passo formale e sostanziale verso una gestione delle risorse idriche più coerente e aggiornata.
Innovazione nei procedimenti amministrativi
La nuova disciplina interviene anche sull’organizzazione dei procedimenti autorizzativi, rendendoli più trasparenti e accessibili grazie alla piattaforma online “Procedimenti Derivazioni Idriche”, che consente la gestione digitale delle richieste di concessione per l’uso delle acque pubbliche. Questo strumento, già avviato, viene ora rafforzato normativamente, con l’obiettivo di snellire le pratiche burocratiche e migliorare il controllo da parte degli uffici competenti.
Un passo importante verso la sostenibilità
Con questa legge, la Regione Puglia afferma con forza la centralità della risorsa idrica nei piani di sviluppo sostenibile del territorio. Il provvedimento tiene conto della crescente necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici, garantendo al contempo l’uso responsabile e trasparente dell’acqua, bene comune sempre più prezioso. Il provvedimento definisce le linee guida per nuove concessioni, monitoraggi e controlli, contribuendo così alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.