Torna nell’occhio del ciclone l’Amtab, l’azienda di trasporto pubblico di Bari, già coinvolta in precedenti indagini giudiziarie. Questa volta, secondo quanto emerge dalle nuove attività della Procura, l’inchiesta ruota attorno a falsi incidenti, forniture sospette e affidamenti diretti ad imprenditori “vicini” ad alcuni funzionari interni.
Sono almeno sei gli indagati, tre dipendenti dell’azienda pubblica ancora in servizio e tre imprenditori operanti nel settore dei trasporti e della manutenzione. Gli accertamenti sono coordinati dalla magistratura barese, che già in passato aveva aperto un’indagine denominata “Codice interno”, in cui emersero legami tra alcuni ambienti dell’azienda e il clan mafioso Parisi.
Anche questa nuova inchiesta solleva interrogativi su come venissero gestiti gli appalti e le spese all’interno dell’Amtab. In particolare, i riflettori della Procura si sono accesi su episodi di sinistri stradali falsificati, con l’obiettivo – secondo l’ipotesi investigativa – di simulare danni ai mezzi aziendali per giustificare l’acquisto di pezzi di ricambio o riparazioni da fornitori selezionati arbitrariamente.
Altro elemento chiave dell’indagine riguarda gli affidamenti sospetti ad aziende “amiche”, spesso senza alcuna gara o procedura trasparente. La documentazione raccolta finora dagli inquirenti suggerisce una rete di favori e relazioni personali che avrebbe condizionato la regolarità degli appalti.
La Procura ha inoltre segnalato scarsa collaborazione da parte di alcuni funzionari interni dell’azienda, accusati di ritardi nel fornire documentazione utile alle indagini e di una reticenza ritenuta preoccupante dagli investigatori, che stanno approfondendo eventuali responsabilità anche sul piano amministrativo e dirigenziale.
L’inchiesta, ancora in fase preliminare, punta a ricostruire l’intero sistema di gestione delle spese aziendali, tra cui manutenzioni, forniture, e gestione dei sinistri. Le indagini potrebbero allargarsi ad altri soggetti coinvolti indirettamente nel presunto meccanismo di frode.