Ambulatorio integrato al Policlinico di Bari: nuova sinergia contro la Bpco

Nato dalla collaborazione tra Pneumologia e Cardiologia, il progetto offre un percorso unico per diagnosticare e trattare la Bpco e le sue complicanze cardiache

Un approccio multidisciplinare per affrontare in modo congiunto una delle malattie croniche più invalidanti. Il Policlinico di Bari ha attivato un Ambulatorio Pneumologico–Cardiologico Integrato, dedicato ai pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una patologia respiratoria progressiva che spesso si associa a gravi disfunzioni cardiovascolari. L’iniziativa, la prima di questo tipo in Puglia, nasce dalla collaborazione tra specialisti delle unità universitarie di Pneumologia e Cardiologia.

Uno dei principali punti di forza dell’ambulatorio è la gestione condivisa delle decisioni cliniche. I pazienti, selezionati dopo una valutazione del rischio cardiovascolare da parte di reparti ospedalieri o ambulatori territoriali, accedono a un percorso diagnostico-terapeutico combinato, che comprende test respiratori (spirometria, Dlco, test del cammino, emogasanalisi) e valutazioni cardiologiche (Ecg, ecocardiogramma, Nt-proBNP, stratificazione del rischio). Non è previsto l’accesso tramite Cup.

L’organizzazione del follow-up è strutturata per garantire continuità assistenziale. I pazienti vengono monitorati attraverso visite programmate, controlli telefonici e l’impiego di strumenti digitali, assicurando così un’aderenza terapeutica costante. Le terapie, personalizzate e integrate, possono includere anche trattamenti per condizioni correlate come le apnee del sonno.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva colpisce i bronchi e compromette la funzionalità polmonare, causando affanno, tosse e una riduzione della capacità respiratoria. Con il tempo, la diminuzione dell’ossigenazione può danneggiare anche il sistema cardiovascolare: fino al 50% dei pazienti sviluppa complicanze come ipertensione, aritmie, cardiopatia ischemica o scompenso. Dopo una grave riacutizzazione, la sopravvivenza media si riduce a soli 3,6 anni, evidenziando la necessità di un approccio integrato.

I primi risultati ottenuti confermano l’efficacia del modello adottato. Secondo quanto riportato dalla prof.ssa Elisiana Carpagnano e dal prof. Marco Matteo Ciccone, dopo sei mesi di attività, il 18% dei pazienti ha ricevuto una nuova diagnosi cardiologica rilevante e oltre un terzo ha beneficiato di modifiche terapeutiche che hanno migliorato significativamente la prognosi.

Il protocollo dell’ambulatorio è stato sottoposto alla valutazione del Comitato Etico del Policlinico di Bari ed è attualmente in fase di registrazione sulla piattaforma internazionale ClinicalTrials.gov, punto di riferimento per la documentazione degli studi clinici.

A guidare il progetto vi sono la prof.ssa Carpagnano, responsabile dell’unità operativa di Pneumologia Universitaria, il prof. Andrea Igoren Guaricci, docente in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, e il prof. Ciccone, direttore della Cardiologia Universitaria. Il team comprende anche dirigenti medici come V.N. Quaranta, A. Portacci, S. Dragonieri, Romito e L. Ligurgo, affiancati da personale infermieristico specializzato: N. Carlucci, A. Giannoccaro e C. Vernice.

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