Agguato mortale a Corato: indagini in corso su una sparatoria familiare

Una vendetta familiare si cela dietro l'agguato in cui ha perso la vita Nicola Manzi. Fermati cognato e nipoti della vittima

Le indagini sull’omicidio di Nicola Manzi, avvenuto lunedì pomeriggio a Corato, in provincia di Bari, continuano a delineare un quadro complesso. Secondo le ricostruzioni fornite dagli investigatori, l’agguato sarebbe stato motivato da una spedizione punitiva. La vittima, colpita da diversi proiettili, è deceduta nei pressi della sua abitazione situata alla periferia della cittadina. Durante l’assalto, anche il fratello della vittima, Michele Manzi, è rimasto gravemente ferito.

Gli esami autoptici sul corpo di Nicola Manzi saranno affidati venerdì prossimo al professor Antonio De Donno, medico legale del Policlinico di Bari. L’autopsia dovrebbe essere effettuata entro sabato mattina, come riportato dall’Ansa, per chiarire ulteriormente le dinamiche del delitto.

Familiari sotto accusa: una tragedia di sangue all’interno della famiglia

Le forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Trani, hanno già eseguito il fermo di Nicola Pilato, cognato della vittima, e dei suoi figli, rispettivamente di 18 e 22 anni. I tre, accusati a vario titolo di omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e tentato omicidio, sarebbero coinvolti direttamente nella sparatoria in cui ha perso la vita Nicola Manzi. Gli inquirenti sostengono che i sospettati abbiano raggiunto la vittima a bordo di una piccola utilitaria per poi aprire il fuoco.

Durante l’assalto, la moglie della vittima, Marianna Balducci, avrebbe reagito armata. Secondo le accuse, la donna avrebbe utilizzato la pistola del marito per rispondere al fuoco e inseguire i tre uomini in fuga. Per questo motivo, anche Balducci è indagata per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.

La dinamica dell’agguato e le armi ancora scomparse

Secondo le ricostruzioni, Nicola Pilato e i suoi figli avrebbero pianificato l’attacco, giungendo nei pressi dell’abitazione della vittima. Una violenta sparatoria si sarebbe poi scatenata, culminando con la morte di Nicola Manzi e il ferimento grave del fratello Michele, ora ricoverato in ospedale a Bari e sottoposto a un intervento chirurgico. Nonostante l’avanzamento delle indagini, le armi utilizzate durante l’agguato non sono state ancora recuperate.

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