Aggressione a Bari, poliziotto locale ferito sotto i portici

Sindacati: “Operatori esposti a rischi, servono tutele immediate”

Un grave episodio di violenza ha scosso Bari nella serata di giovedì 7 agosto, quando un agente della polizia locale è stato aggredito e ferito mentre si trovava con la moglie e la figlia sotto i portici dell’estramurale Capruzzi. L’attacco, avvenuto mentre l’uomo era fuori servizio, ha sollevato un’ondata di indignazione e preoccupazione tra i sindacati di categoria.

Secondo la ricostruzione diffusa in una nota congiunta di Cisl Fp, Uil Fpl e Csa, l’agente sarebbe stato riconosciuto da un gruppo di persone di nazionalità straniera per una precedente operazione di servizio. Poco dopo, sarebbe scattata l’aggressione con l’utilizzo di bottiglie rotte, che ha provocato ferite al poliziotto.

I rappresentanti sindacali hanno definito l’accaduto “di una gravità assoluta” e hanno criticato duramente le attuali modalità operative della polizia locale. “È inaccettabile – si legge nel comunicato – impiegare gli agenti in attività di sicurezza urbana e prevenzione senza garantire protezioni adeguate. Al termine dei turni, i nostri operatori restano esposti a ritorsioni e violenze, anche davanti ai propri familiari”.

Non meno aspre le critiche rivolte al magistrato di turno, che avrebbe convalidato l’arresto soltanto per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dei fermati, senza procedere per aggressione e lesioni, poiché l’agente non era in servizio al momento dei fatti. Una decisione che, secondo i sindacati, rischia di indebolire ulteriormente la tutela degli operatori.

La richiesta delle sigle è chiara: sospendere immediatamente le attività che comportano rischi diretti per l’incolumità degli agenti e delle loro famiglie. Nella nota si legge: “Non siamo più liberi di muoverci nella nostra città, viviamo nella paura costante di essere riconosciuti e colpiti. È una condizione inaccettabile per chi serve la comunità”.

Il documento si chiude con un appello urgente al sindaco di Bari: “Occorre un intervento immediato e deciso: siamo in uno stato di guerra, privi di tutele, equipaggiamenti e di un’organizzazione efficace. Servono misure concrete e tempestive per garantire la sicurezza dei nostri agenti e della cittadinanza”.

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