È stata arrestata e condotta in carcere Monica Laera, 51 anni, moglie di Lorenzo Caldarola, esponente di spicco del clan Strisciuglio. La donna dovrà scontare una pena definitiva di un anno e quattro mesi di reclusione, in seguito alla sentenza passata in giudicato lo scorso 20 maggio, per l’aggressione alla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola.
Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla Squadra mobile della Questura di Bari. Laera è stata riconosciuta colpevole di lesioni personali e minacce aggravate dal metodo mafioso, reati commessi il 9 febbraio 2018 nei pressi della chiesa del Redentore, nel quartiere Libertà di Bari.
I fatti risalgono al pomeriggio in cui la cronista, impegnata nella realizzazione di un’inchiesta sul rapporto tra giovani e criminalità organizzata, stava cercando di raccogliere informazioni su Ivan Caldarola, figlio della donna. Avvicinatasi all’ingresso dell’abitazione per porre alcune domande, Mazzola venne minacciata e poi colpita con uno schiaffo al volto da Laera, che le provocò un trauma contusivo all’emivolto sinistro, con una prognosi di dieci giorni.
La vicenda destò ampio clamore a livello nazionale e fu subito classificata come un’intimidazione grave ai danni della libertà di stampa, con la solidarietà espressa da numerose istituzioni e dall’allora direzione del Tg1. L’aggravante del metodo mafioso ha confermato la volontà di esercitare un controllo territoriale attraverso l’uso della violenza e della minaccia.
Con la definitiva pronuncia di condanna, la donna è stata trasferita nella casa circondariale di Trani, dove sconterà la pena residua. Il caso rappresenta uno dei rari precedenti giudiziari in cui viene riconosciuta l’aggravante mafiosa per un’aggressione a un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni, sottolineando il rischio concreto a cui sono esposti i cronisti impegnati sul fronte dell’informazione giudiziaria e antimafia.