In dieci anni, il numero di precari nella scuola pugliese è più che raddoppiato, con 9.544 docenti e 2.485 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) ancora senza stabilizzazione. A lanciare l’allarme è Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, che denuncia una gestione inefficace del sistema scolastico da parte dei governi che si sono succeduti dal 2015 a oggi.
I numeri del precariato scolastico in Puglia
Secondo i dati forniti dalla Uil, nell’anno scolastico 2015/2016 il personale scolastico precario in Puglia era composto da 4.279 docenti e 1.117 unità di personale Ata. Oggi, nel 2024/2025, il numero è salito a 9.544 docenti e 2.485 Ata, evidenziando un problema strutturale che continua a crescere.
“La perdita costante di circa 9.000 alunni all’anno negli ultimi otto anni – spiega Verga – avrebbe dovuto facilitare la stabilizzazione dei posti vacanti. Invece, il precariato è in aumento e la scuola italiana continua a subire tagli e mancanza di programmazione”.
Le criticità evidenziate dalla Uil
Verga sottolinea come la politica scolastica italiana si basi su interventi spot senza una vera strategia di lungo termine:
- Mancata stabilizzazione dei posti vacanti nonostante la presenza di graduatorie affollate.
- Classi sovraffollate, con conseguente difficoltà nella gestione degli studenti e nel contrasto alla dispersione scolastica.
- Condizioni lavorative precarie, con insegnanti e personale Ata costretti a continui spostamenti e incertezza contrattuale.
“Un docente su sette e un Ata su sei sono ancora precari – denuncia Verga – e la scuola continua a essere il ‘brutto anatroccolo’ del sistema Paese, senza misure strutturali per migliorare la qualità dell’insegnamento e la sicurezza nelle classi”.
Cosa chiedono i sindacati?
La Uil Scuola Puglia chiede al governo di:
- Stabilizzare il personale scolastico precario, garantendo contratti a tempo indeterminato.
- Ridurre il numero di alunni per classe per migliorare la qualità dell’insegnamento e limitare il rischio di dispersione scolastica.
- Rivedere il sistema di reclutamento e assegnazione dei posti, evitando che ogni anno migliaia di cattedre restino scoperte.
Secondo Verga, la scuola ha bisogno di una riforma strutturale, che metta fine alla precarietà e dia agli insegnanti e al personale Ata la stabilità necessaria per garantire un’istruzione di qualità agli studenti.