Concerti in piazza, spettacoli sul lungomare, rassegne nei centri storici: ogni evento all’aperto presenta caratteristiche differenti e richiede soluzioni tecniche costruite intorno allo spazio, agli artisti e al pubblico. È su questo principio che ARS Technologies basa il proprio approccio, affiancando gli organizzatori dalla fase di progettazione fino alla gestione tecnica dell’evento.
Allestire uno spettacolo outdoor, infatti, non equivale semplicemente a installare un impianto audio, predisporre le luci o montare un ledwall. L’assenza di pareti, l’ampiezza degli spazi, la disposizione degli spettatori e le caratteristiche della location incidono direttamente sulle scelte tecniche. A queste variabili si aggiungono le necessità degli artisti, che possono cambiare sensibilmente quando sullo stesso palco si alternano, per esempio, una band, un cantante, un comico e un dj set.
Per questo ARS Technologies, realtà pugliese specializzata nella progettazione e nella gestione tecnica di eventi e spettacoli, parte dall’idea complessiva della manifestazione prima ancora che dalle attrezzature.
«Quando veniamo coinvolti in un evento non partiamo dalle attrezzature che possiamo fornire, ma da ciò che si vuole realizzare», spiega Samuele Martucci, responsabile organizzativo di ARS Technologies. «Valutiamo la location, il tipo di spettacolo, gli artisti coinvolti e le specifiche esigenze tecniche legate alle diverse esibizioni, quindi costruiamo la soluzione più adatta per audio, luci, video e allestimento».
L’obiettivo è quindi superare la logica del semplice noleggio, mettendo a disposizione dell’organizzatore competenze tecniche utili anche a individuare possibilità e soluzioni che, in fase di ideazione, potrebbero non essere state considerate.
Dalla piazza al palco: progettare la diffusione audio
Tra le principali sfide di un evento all’aperto c’è la gestione del suono. In uno spazio privo delle caratteristiche acustiche di un ambiente chiuso, raggiungere il pubblico in maniera uniforme richiede un progetto specifico.
«In una piazza non si ragiona con una diffusione semplicemente puntuale: per eventi di determinate dimensioni utilizziamo sistemi line array, studiati per garantire una copertura più ampia e uniforme», precisa Martucci.
La potenza dell’impianto, dunque, è soltanto uno degli elementi da considerare. L’obiettivo è assicurare una qualità di ascolto adeguata nelle diverse zone occupate dagli spettatori e, allo stesso tempo, rispondere alle differenti esigenze tecniche delle esibizioni previste.
Quando le dimensioni dell’evento aumentano, entra in gioco anche la componente video. Ledwall, sistemi di ripresa e regia consentono agli spettatori più lontani dal palco di seguire primi piani e dettagli dello spettacolo che altrimenti sarebbero difficilmente visibili.
Anche in questo caso le condizioni ambientali hanno un peso importante. La luce naturale cambia tra pomeriggio e sera e, di conseguenza, la resa di schermi e illuminazione deve essere regolata nel corso dell’evento per mantenere una buona visibilità.
Quando la location entra nella scenografia
Negli eventi outdoor il luogo non rappresenta necessariamente un semplice contenitore. Una facciata storica, una cattedrale, un sito archeologico o un elemento naturale possono contribuire all’identità visiva dello spettacolo e diventare parte integrante della scenografia.
È qui che la progettazione illuminotecnica assume un ruolo ulteriore: non soltanto illuminare il palco, ma costruire un rapporto coerente tra spettacolo e spazio circostante.
«Cerchiamo di fare in modo che il palco dialoghi con ciò che lo circonda», sottolinea Martucci. «Se alle spalle abbiamo una facciata storica, un monumento, un sito archeologico o un elemento naturale particolarmente riconoscibile, non cerchiamo di nasconderlo dietro le strutture, ma di integrarlo nel progetto visivo dell’evento».
Lo stesso principio può essere applicato agli spettacoli sul lungomare o vicino alla spiaggia. Se durante il giorno il mare costituisce già uno sfondo naturale, con il calare della luce può essere valorizzato attraverso un’illuminazione mirata, sfruttando anche il movimento dell’acqua per amplificare l’effetto visivo.
Il progetto si estende così oltre il perimetro del palco: strutture, luci e tecnologie vengono pensate in relazione alle caratteristiche dello spazio, evitando che l’allestimento nasconda proprio gli elementi che rendono riconoscibile e particolare la location.
Un solo interlocutore per coordinare l’intero progetto
Audio, illuminazione, video, ledwall, riprese e allestimenti sono componenti diverse, ma all’interno di uno spettacolo devono funzionare come parti dello stesso progetto.
Per ARS Technologies, la possibilità di riunirle sotto un unico coordinamento rappresenta uno degli elementi centrali del servizio. L’organizzatore può così confrontarsi con un solo interlocutore, capace di comprendere l’obiettivo della manifestazione e tradurlo nelle differenti scelte tecniche.
«Chi organizza una manifestazione deve tenere insieme moltissimi aspetti e spesso risponde a sua volta a un committente finale», osserva Riccardo Tisbo, responsabile commerciale di ARS Technologies. «Avere un unico riferimento che comprenda l’obiettivo dell’evento e coordini le diverse esigenze permette di evitare soluzioni scollegate e di costruire fin dall’inizio un progetto coerente». Il punto, quindi, non è soltanto mettere a disposizione più servizi. È riuscire a integrarli all’interno di una progettazione comune, trasformando anche un’idea iniziale ancora poco definita in una soluzione tecnicamente realizzabile.
È in questo passaggio che si distingue il semplice approvvigionamento di attrezzature dalla progettazione complessiva di un evento: audio, video, illuminazione e allestimento smettono di essere elementi separati e diventano strumenti attraverso cui far dialogare spettacolo, tecnologia e luogo.
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