La Regione Puglia ha deciso di sospendere temporaneamente la possibilità di presentare nuove domande per alcuni bandi finanziati con fondi europei Fesr-Fse. La misura, annunciata dal presidente Antonio Decaro durante un’audizione in Commissione, è stata motivata dalla forte discrepanza tra le richieste di agevolazioni presentate dalle imprese e le risorse effettivamente disponibili nel bilancio regionale.
Secondo quanto spiegato dal governatore, la scelta non ha riguardato l’erogazione dei contributi già previsti, ma esclusivamente l’accesso al sistema per l’invio di nuove domande. L’obiettivo è stato evitare che ulteriori richieste potessero aggravare lo squilibrio tra fondi e agevolazioni richieste, creando potenziali problemi finanziari per le aziende che intendono investire nel territorio pugliese.
Durante l’incontro istituzionale, richiesto congiuntamente dalle Commissioni I e IV, Decaro è stato affiancato dall’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e da diversi dirigenti regionali. Il presidente ha illustrato i numeri che hanno portato alla decisione: sono state presentate 4.450 domande, con investimenti complessivi stimati in circa 5,4 miliardi di euro. Le agevolazioni richieste ammontano invece a 2,7 miliardi, una cifra nettamente superiore alle disponibilità attuali.
Le risorse attualmente individuate per coprire gli incentivi sono pari a 1 miliardo e 550 milioni di euro. Di questi, 1,35 miliardi provengono dai fondi europei del Programma regionale, circa 150 milioni derivano dai fondi di coesione Fsc e altri 50 milioni sono collegati alla linea di finanziamento Step. Nonostante ciò, il sistema presenta ancora uno squilibrio di circa 1 miliardo e 150 milioni di euro rispetto alle richieste complessive.
Proprio per questo motivo la giunta regionale ha scelto di bloccare temporaneamente la piattaforma di presentazione delle domande. La sospensione è stata interpretata dall’amministrazione come un atto di trasparenza e responsabilità, necessario per evitare che nuove imprese avviassero investimenti contando su agevolazioni che, allo stato attuale delle risorse, non potrebbero essere garantite.
Il meccanismo dei bandi prevede infatti che, dopo la presentazione della richiesta, venga assegnato un Cup (Codice unico di progetto) che consente all’impresa di avviare gli investimenti. Senza una verifica preventiva delle disponibilità finanziarie, alcune aziende avrebbero potuto iniziare lavori o spese confidando in rimborsi non sostenibili con i fondi disponibili.
Per colmare il divario economico, la Regione punta su diverse strategie. Una prima quota di risorse dovrebbe emergere naturalmente dal processo di istruttoria: non tutte le domande presentate, infatti, arriveranno alla fase finale di finanziamento. Statisticamente, una parte delle richieste viene ritirata, non supera i controlli o non porta a investimenti effettivi. Queste economie potrebbero contribuire a ridurre significativamente lo squilibrio.
Un secondo canale riguarda la rimodulazione dei fondi Fsc, che richiederà un confronto con il governo nazionale. All’interno di questo strumento sono già disponibili 330 milioni destinati alla misura “Competitività imprese”, considerata compatibile con i bandi attualmente in corso. Ulteriori risorse potrebbero arrivare da interventi previsti ma non ancora realizzati o ritenuti meno strategici.
L’amministrazione regionale ha comunque ribadito che i bandi non sono stati cancellati definitivamente. L’intenzione è quella di riaprirli dopo aver completato la rimodulazione delle risorse e dopo un confronto con il partenariato economico e sociale per aggiornare le priorità degli incentivi. In futuro, i criteri potrebbero orientarsi maggiormente verso innovazione, ricerca e formazione, riducendo il peso degli investimenti immobiliari.
Nel frattempo alcune misure restano operative. L’assessore Di Sciascio ha ricordato che i progetti Step dedicati alle tecnologie strategiche europee sono ancora attivi e hanno già ricevuto dodici richieste, due delle quali provenienti da imprese straniere. Continuano inoltre i programmi Nidi e Tecnonidi, strumenti destinati a favorire la nascita di startup e l’autoimpiego giovanile, compresa la specifica linea dedicata all’area di Taranto.
Il tema è stato al centro di un acceso confronto politico in Commissione. Diversi consiglieri di opposizione hanno espresso preoccupazione per gli effetti della sospensione sui progetti imprenditoriali già avviati, chiedendo tempi certi per l’esame delle pratiche e maggiori garanzie per chi ha già ottenuto il Cup.
A questo proposito, il presidente Decaro ha assicurato che tutte le imprese in possesso del codice di progetto riceveranno il finanziamento previsto. Per accelerare le procedure, la Regione intende inoltre istituire una struttura dedicata all’istruttoria delle oltre 4.400 pratiche ancora da analizzare, con l’obiettivo di completare le verifiche entro l’anno.
Secondo il governatore, gli investimenti previsti rappresentano una potenziale iniezione di liquidità per il sistema economico regionale, stimata in oltre cinque miliardi di euro. Le risorse saranno distribuite progressivamente man mano che le domande supereranno le verifiche tecniche e amministrative.