La Puglia si trova davanti a una fase decisiva del proprio percorso di sviluppo. Dopo un 2025 segnato da luci e ombre, la Cisl Puglia ha sollecitato l’avvio di un nuovo ciclo di confronto istituzionale con la Regione e con il presidente Antonio Decaro, proponendo l’apertura di tavoli tematici permanenti per affrontare in modo strutturale le criticità del territorio.
Al centro della richiesta del sindacato vi è la necessità di superare l’approccio emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi anni. Secondo la Cisl, non si tratta più di fronteggiare singole crisi, ma di ripensare l’intero modello di sviluppo regionale, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, parti sociali e territori, giudicata finora insufficiente.
Turismo in crescita, ma da governare
Tra i settori che hanno mostrato segnali positivi figura il turismo. Nel 2025 la regione ha registrato 6,7 milioni di arrivi, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente, e 22,7 milioni di presenze (+10%). Numeri che hanno confermato il comparto come uno dei principali motori dell’economia pugliese.
Tuttavia, la crescita impone una governance adeguata. Per il sindacato è indispensabile garantire concorrenza leale, qualità dell’occupazione e contrasto al lavoro povero e al dumping contrattuale. Solo attraverso una programmazione di medio-lungo periodo e una qualificazione dei servizi il turismo potrà consolidarsi come filiera stabile, integrata con gli altri comparti produttivi e capace di generare occupazione di qualità.
Sicurezza sul lavoro: numeri ancora critici
Un altro fronte prioritario riguarda la sicurezza. Nel 2025 in Puglia si sono registrati 27.973 infortuni sul lavoro. Il settore agricolo ha evidenziato 2.259 casi, risultando tra i più colpiti. Le vittime complessive sono state 71, mentre le denunce di malattia professionale hanno raggiunto quota 11.198, di cui 3.362 sempre in agricoltura.
Il sindacato ha ribadito che la sicurezza deve diventare un indicatore centrale della qualità dello sviluppo regionale, non un tema da affrontare solo dopo eventi drammatici. La richiesta è quella di rafforzare le politiche di prevenzione e di intervenire sulle scelte organizzative delle imprese per ridurre in modo strutturale il rischio.
Agricoltura e contrasto alla Xylella
Il comparto agricolo rappresenta un nodo strategico non solo dal punto di vista produttivo, ma anche ambientale e sociale. La Cisl ha indicato la necessità di un piano regionale pluriennale che colleghi bonifica, forestazione, tutela del suolo e valorizzazione del lavoro agricolo.
Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto del caporalato e alla lotta contro i ghetti, fenomeni che continuano a incidere sulla qualità del lavoro nei campi. L’impegno contro la diffusione della Xylella resta centrale, considerata ormai una presenza endemica che richiede interventi strutturali e continui.
Formazione, giovani e occupazione femminile
Sul fronte del lavoro emergono criticità persistenti. In Puglia oltre il 20% dei giovani rientra nella categoria dei Neet, mentre il tasso di occupazione femminile si attesta al 37,6%, a fronte del 64,9% maschile. L’inattività supera il 40%, segnale di un mercato del lavoro ancora fragile.
Per il sindacato diventa fondamentale rafforzare i percorsi di transizione scuola-lavoro e potenziare strumenti come Its e Academy. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta, riducendo il divario tra competenze disponibili e richieste delle imprese.
In merito alla proposta di una legge regionale sul salario minimo, la Cisl ha espresso perplessità, ritenendo più efficace puntare sulla valorizzazione della contrattazione collettiva, nazionale e territoriale, sottoscritta dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Economia regionale tra crescita e rallentamento
I dati economici hanno mostrato un andamento altalenante. Tra il 2014 e il 2023 il Pil pugliese era cresciuto del 10,91%, superando la media del Mezzogiorno (9,5%). Nel 2025, però, si è registrato un rallentamento, influenzato da consumi deboli e tensioni commerciali.
Gli occupati hanno superato quota 1,3 milioni, a fronte di circa 1,5 milioni di pensionati. Il tasso di disoccupazione si è avvicinato al 12%, mentre la cassa integrazione straordinaria ha segnato un aumento del 58,2%. Sul piano demografico, la popolazione residente è scesa a 3 milioni 868mila unità a settembre 2025, con una diminuzione di oltre 7mila persone rispetto all’inizio dell’anno.
La combinazione tra crescita non strutturale, crisi demografica e fragilità occupazionale evidenzia la necessità di un cambio di passo, secondo la Cisl.
Verso un patto sociale regionale
Alla luce di questo quadro, il sindacato ha invitato la nuova amministrazione regionale ad avviare un confronto serrato e continuativo con le parti sociali. L’obiettivo è costruire un patto sociale fondato su partecipazione, responsabilità e concertazione.
La richiesta è chiara: aprire una nuova fase di programmazione strutturale, capace di affrontare insieme sviluppo economico, qualità del lavoro e coesione sociale, ponendo le basi per un modello di crescita più solido e inclusivo per la Puglia.