Furto di dispositivi sanitari a Bitonto, colpiti i servizi di assistenza domiciliare

Sottratti tablet, sim e chiavi al Distretto socio sanitario dell’Asl Bari: indagini in corso e forte condanna dell’azienda sanitaria

Un episodio che incide direttamente sull’organizzazione delle cure domiciliari ha interessato il territorio di Bitonto, dove sono stati rubati diversi tablet destinati agli operatori dell’assistenza sanitaria a domicilio. I dispositivi erano in dotazione al Distretto socio sanitario dell’Asl Bari e rappresentavano uno strumento fondamentale per la gestione digitale dei pazienti seguiti quotidianamente nelle proprie abitazioni.

La scoperta del furto è avvenuta nella mattinata di lunedì, quando il personale si è accorto dell’assenza delle apparecchiature. Secondo le prime ricostruzioni, l’azione criminale potrebbe essersi verificata tra sabato e domenica, all’interno della sede dell’Adi, collocata nel Presidio territoriale di assistenza di Bitonto. Un arco temporale che rende complessa l’individuazione immediata dei responsabili, ma che non ha impedito l’avvio delle procedure di denuncia.

Oltre ai tablet, utilizzati per digitalizzare i processi di assistenza e migliorare il monitoraggio dei pazienti a domicilio, i malviventi avrebbero sottratto anche sim telefoniche e alcune chiavi. Un bottino che non ha soltanto un valore economico, ma che rischia di creare ripercussioni sull’erogazione dei servizi sanitari, soprattutto nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il furto è stato regolarmente denunciato e l’intera vicenda è ora al vaglio delle forze dell’ordine, chiamate a chiarire la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, l’azienda sanitaria sta valutando le misure necessarie per limitare i disagi e garantire la continuità dell’assistenza domiciliare.

Sul caso è intervenuto con parole dure il direttore generale dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, che ha espresso una ferma condanna dell’accaduto. Secondo il dg, non si tratta di un semplice furto, ma di un gesto che colpisce direttamente il diritto alla salute. I responsabili sono stati definiti come persone che agiscono senza scrupoli, sottraendo alla sanità pubblica strumenti essenziali per la cura dei cittadini più fragili.

Fruscio ha sottolineato come la sanità rappresenti un bene collettivo, e come azioni di questo tipo non danneggino solo il patrimonio pubblico, ma abbiano un impatto concreto sui pazienti. In particolare, il direttore generale ha ricordato che proprio in questi giorni era stato avviato un nuovo modello di cure domiciliari basato sull’uso di tecnologie digitali, pensato per rendere l’assistenza più efficiente e tempestiva.

Privare gli operatori sanitari dei loro strumenti di lavoro, ha spiegato Fruscio, significa ostacolare l’attività quotidiana rivolta a pazienti cronici, oncologici e anziani, che dipendono in modo diretto dalla continuità delle cure a domicilio. Per questo motivo, l’Asl Bari ha ribadito la volontà di non restare in silenzio e di portare l’episodio all’attenzione dell’opinione pubblica, affinché venga riconosciuta la gravità del gesto.

L’azienda sanitaria ha inoltre ricordato che non si tratta di un caso isolato, ma di un fenomeno che si è già verificato in passato e che richiede un’azione decisa sul piano della prevenzione e della sicurezza. Rafforzare i controlli e proteggere le strutture sanitarie diventa quindi una priorità, soprattutto in una fase storica in cui la digitalizzazione rappresenta un elemento chiave per l’evoluzione dei servizi sanitari territoriali.

In attesa degli sviluppi delle indagini, resta alta l’attenzione su un episodio che mette in luce la vulnerabilità delle strutture sanitarie e l’importanza di tutelare gli strumenti dedicati all’assistenza. Un danno che va oltre il valore materiale dei dispositivi rubati e che tocca direttamente la qualità delle cure offerte ai cittadini.

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