Protesta dei medici in Puglia: proclamato lo stato di agitazione

Sindacati uniti contro la direttiva regionale del 31 dicembre: chiesto un confronto urgente con il nuovo governatore

Le principali sigle sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta in Puglia hanno annunciato ufficialmente lo stato di agitazione, criticando duramente l’ultima direttiva della Regione, pubblicata il 31 dicembre. Il provvedimento, ritenuto un atto unilaterale e privo di confronto con le parti sociali, ha scatenato la reazione compatta di Fimmg, Smi, Snami, Fimp e Simpef.

Secondo i sindacati, il documento diffuso negli ultimi giorni dell’anno non solo ignora quanto stabilito dall’Accordo integrativo regionale, ma avvia un procedimento per il recupero di oltre 23 milioni di euro nei confronti dei medici, una cifra riferita a indennità derivanti da una voce contrattuale riconosciuta già nel 2016. Tali somme, spiegano, erano legate ai fondi disponibili grazie al pensionamento di alcuni colleghi.

A peggiorare la situazione, secondo le organizzazioni firmatarie, la mancanza di qualsiasi convocazione della delegazione trattante, in aperta violazione delle regole di confronto sindacale. L’atto amministrativo è stato diffuso in concomitanza con le festività e in un momento di transizione politica, prima della proclamazione ufficiale del nuovo governatore, dettaglio che i sindacati considerano una strategia per evitare reazioni immediate.

I rappresentanti dei medici contestano anche un altro punto chiave: la Regione Puglia deve ancora versare circa 30 milioni di euro, legati all’accordo siglato a maggio 2023 con la categoria. A fronte di questo credito, l’avvio delle procedure per il recupero dei 23 milioni è stato giudicato “un atto che supera ogni limite accettabile”, come riportato nella nota congiunta.

La presa di posizione delle sigle sindacali è netta: l’atteggiamento della Regione viene definito apertamente antisindacale, soprattutto per la modalità con cui è stato adottato il provvedimento. Di fronte a questa situazione, Fimmg, Smi, Snami, Fimp e Simpef hanno rivolto un appello diretto al neoeletto presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

I sindacati chiedono al nuovo governatore di revocare le misure adottate dagli uffici regionali e di ripristinare un percorso di dialogo con le rappresentanze dei medici. Solo attraverso un confronto costruttivo, sottolineano, sarà possibile ristabilire ordine nella gestione della medicina generale e della pediatria di libera scelta, due pilastri fondamentali dell’assistenza territoriale.

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