Lotta alla criminalità organizzata e investimenti nella sicurezza sono stati i temi principali affrontati dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la visita a Foggia in occasione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine dell’incontro, il ministro ha sottolineato l’impegno del governo nel contrastare le mafie locali attraverso strumenti concreti e sinergie istituzionali.
Tra gli interventi più rilevanti, è stato annunciato un piano di rafforzamento delle task force centrali e l’integrazione di nuove tecnologie, come i sistemi di videosorveglianza, considerati essenziali per monitorare fenomeni criminali specifici come il traffico illecito di rifiuti. L’attenzione si concentra soprattutto sulle aree più vulnerabili della provincia, dove queste tecnologie sono fortemente richieste.
Il ministro ha confermato la prossimità di un accordo con la Regione Puglia per la destinazione di 6,5 milioni di euro provenienti dai fondi di sviluppo e coesione del Viminale. Queste risorse saranno impiegate in progetti mirati a incrementare la sicurezza sul territorio regionale, con particolare attenzione alle necessità del territorio foggiano.
Durante la giornata, Piantedosi ha partecipato anche a un evento pubblico organizzato dalla fondazione antiusura Buon Samaritano, che ha celebrato il suo trentennale. L’evento è stato un’occasione per ribadire il valore della solidarietà e l’importanza del contrasto all’usura, fenomeno ancora radicato in alcune realtà del Sud Italia.
“Ci vuole sicurezza a Foggia come altrove”, ha dichiarato il ministro, sottolineando che l’incontro in prefettura ha visto la partecipazione di tutte le articolazioni dello Stato, insieme alla sindaca e al presidente della Provincia. Il lavoro di analisi effettuato insieme all’autorità giudiziaria è stato definito “molto importante” per comprendere a fondo le dinamiche della criminalità nella zona.
Non è escluso, ha concluso Piantedosi, che gli approfondimenti avviati possano proseguire anche nella capitale, per garantire un coordinamento più ampio e duraturo delle strategie di sicurezza sul territorio nazionale.