Una Fiat 500 rubata e una incendiata: notte di paura a Modugno

Indagini in corso dopo un’esplosione in piena notte: due auto identiche, una rubata e una bruciata, ma i proprietari non avevano nemici

La scorsa notte al centro di Modugno, due episodi avvenuti a distanza di pochi minuti hanno allarmato i residenti e messo in moto le forze dell’ordine. Un’auto rubata e un’altra dello stesso modello e colore data alle fiamme: è il bilancio di quanto accaduto in piazza mons. Nicola Milano, dove un’esplosione ha svegliato l’intero quartiere intorno alle 2.30 del mattino.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno catturato ogni momento, rivelando una sequenza inquietante. Un giovane uomo, vestito con jeans e maglietta bianca, si è avvicinato a una Fiat 500 bianca parcheggiata sul marciapiede davanti a una palazzina. Dopo essersi chinato vicino a una ruota con un oggetto acceso in mano, ha lanciato un ordigno infuocato sul cofano dell’auto prima di fuggire rapidamente dal luogo. L’incendio è divampato in pochi secondi, generando fiamme altissime e una densa colonna di fumo nero che ha annerito la facciata dell’edificio senza comprometterne la stabilità.

I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente, spegnendo le fiamme e mettendo in sicurezza l’area, mentre una residente è rimasta intossicata ed è stata soccorsa dal 118. Il rogo ha completamente distrutto la vettura, lasciando solo una carcassa carbonizzata. Nel frattempo, i carabinieri hanno iniziato a raccogliere le testimonianze delle persone scese in strada a causa dell’esplosione.

Dall’analisi più approfondita delle registrazioni video, è emerso un secondo evento inquietante: pochi minuti prima dell’incendio, un’altra Fiat 500 bianca, parcheggiata all’angolo tra la piazza e via Sorrento, è scomparsa improvvisamente dalle immagini, suggerendo che sia stata rubata. Le due auto erano identiche per modello e colore, ma appartenevano a due diversi cittadini, entrambi lavoratori senza precedenti né segnalazioni di minacce ricevute.

Gli investigatori stanno cercando di capire se i due episodi siano collegati – un possibile scambio di obiettivi, un messaggio sbagliato o un piano deliberato – oppure se si tratti solo di una coincidenza anomala, difficile da spiegare ma non impossibile.

Al momento, l’incendio è stato classificato come doloso, ma resta ignoto il movente. Le autorità non escludono alcuna ipotesi, ma i proprietari delle vetture hanno negato di avere ricevuto intimidazioni o di essere coinvolti in situazioni conflittuali. Nessuno dei due avrebbe motivi per temere atti di vendetta, ritorsione o minaccia.

L’inchiesta prosegue, con i carabinieri impegnati a identificare il piromane attraverso le immagini video e ad analizzare possibili collegamenti tra i due eventi. Il sospetto è che l’autore del gesto conoscesse almeno una delle due auto coinvolte, ma al momento nessuna pista è stata confermata.

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