Accolto da striscioni polemici e contestazioni, Gabriele Gravina si è trovato al centro della protesta durante la sua visita all’Università Lum di Casamassima. Il presidente della Figc era ospite di un convegno dedicato alle nuove figure professionali nel calcio, con un focus sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore sportivo. Tuttavia, l’evento ha assunto presto una connotazione ben diversa a causa della contestazione organizzata da tifosi baresi contrari alla sua gestione, in particolare sulla questione della multiproprietà.
“Gravina dimettiti” e “La tua gestione, la morte del pallone” erano solo alcune delle frasi comparse sugli striscioni esposti all’arrivo del dirigente. Una protesta accesa che riflette un malcontento radicato non solo nei risultati della nazionale italiana, ma soprattutto nel prolungamento di una norma giudicata da molti come dannosa: quella sulla multiproprietà. Originariamente destinata a concludersi nel biennio 2024-2025, la normativa è stata prorogata fino alla stagione 2028-2029, suscitando la frustrazione dei tifosi del Bari, che vedono in questa estensione una “agonia” per la loro squadra.
Sollecitato dai giornalisti presenti all’evento, Gravina ha fornito una spiegazione tecnica sulla vicenda, come riportato dall’Ansa: “È evidente che nel momento in cui c’è una norma che la vieta, e c’è un diritto acquisito rivendicato dal legittimo proprietario, bisogna trovare una soluzione intermedia. La soluzione intermedia è che c’è oggi finalmente un limite a quella multiproprietà. Questi sono i dati oggettivi”.
Il presidente ha inoltre chiarito il contesto normativo che ha portato al rinvio del divieto, difendendo la legittimità della decisione assunta in sede di Consiglio federale: “Oggi con una norma da me adottata, e dal Consiglio federale condivisa, la multiproprietà è vietata. Andando a toccare un interesse legittimo di chi aveva già acquisito un diritto è chiaro che si andava incontro a una serie di contenziosi. Oggi quel contenzioso non c’è”.
Nonostante le spiegazioni, le tensioni restano alte tra i tifosi, in particolare nella piazza barese, che continua a vedere nella gestione attuale una minaccia per l’integrità sportiva e la competitività del proprio club. Il clima attorno al calcio italiano, già segnato da risultati non esaltanti sul campo, si carica dunque anche di polemiche fuori dal rettangolo di gioco, in attesa di un cambiamento percepito da molti come necessario.
Questo signore è la rovina del nostro calcio.
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