Un sostegno concreto alla genitorialità futura. È questo l’obiettivo del provvedimento approvato dalla Asl di Bari, che ha dato il via libera all’avviso pubblico per l’erogazione di un contributo economico fino a 3mila euro per le donne che scelgono di ricorrere alla tecnica del “social freezing”, ovvero la crioconservazione degli ovociti per motivi non medici.
Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 0000981 del 15 maggio 2025 ed è previsto dall’articolo 40 della legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024. Si tratta di una misura innovativa, pensata per sostenere le donne che intendono posticipare la maternità, conservando i propri ovuli in un momento in cui la loro qualità è ottimale, al fine di aumentare le possibilità di successo in un eventuale percorso di fecondazione assistita in età più avanzata.
Cos’è il social freezing
Il social freezing è una tecnica clinica di procreazione medicalmente assistita che consente la conservazione degli ovuli in età fertile, non per patologie, ma per scelte personali o condizioni sociali che portano a rimandare la maternità. A differenza della crioconservazione prevista per le pazienti oncologiche, già coperta dal Servizio sanitario nazionale, questa misura si rivolge a tutte le altre donne che non rientrano nei criteri clinici previsti dai livelli essenziali di assistenza (Lea).
Chi può accedere al contributo
Il bando approvato dalla Asl punta a favorire una fascia femminile oggi esclusa dai finanziamenti pubblici, ma che potrebbe beneficiare di una misura preventiva per il proprio futuro riproduttivo. Il contributo, fino a un massimo di 3.000 euro, potrà essere richiesto dalle donne che risiedono stabilmente nella regione Puglia e che intendano effettuare la crioconservazione degli ovociti in un centro autorizzato.