Valorizzazione storica a Bari: la nuova opera di Tresoldi in piazza San Pietro. Sopralluogo di Leccese

Un'installazione monumentale e un progetto archeologico ambizioso riportano alla luce secoli di storia nella città vecchia

Un’opera d’arte contemporanea nel cuore della Bari antica prende forma nell’area archeologica di piazza San Pietro, grazie all’artista Edoardo Tresoldi. Il suo intervento monumentale, che ricostruisce idealmente i volumi degli antichi edifici sacri, rappresenta il fulcro di un ampio progetto di recupero e valorizzazione promosso dal Ministero della Cultura. L’installazione non solo si integra con il paesaggio urbano della città vecchia, ma punta anche a rendere visibili e comprensibili le antiche strutture emerse nel corso degli scavi archeologici condotti a partire dal 1912.

L’area di San Pietro, ricca di testimonianze stratificate, è stata infatti oggetto di numerosi interventi archeologici nel corso del tempo. A partire dalle prime scoperte effettuate da Michele Gervasio, fino alle indagini più recenti del 2005 e 2012, la zona ha restituito reperti e fondazioni che raccontano una storia ininterrotta dal Bronzo fino all’età moderna. Tra i reperti più rilevanti spicca un anello in oro con gemma incisa di epoca romana, mentre le strutture murarie visibili comprendono le fondazioni della chiesa di San Pietro Maggiore, risalente al XII secolo, e i resti del successivo convento francescano.

Il progetto, finanziato anche da fondi europei, rientra nel piano di valorizzazione dell’Area Archeologica di San Pietro e del Museo di Santa Scolastica. Il coordinamento è affidato al Segretariato regionale del MiC per la Puglia. Nel 2023, l’area è stata formalmente trasferita dalla Città Metropolitana di Bari al Ministero della Cultura, passo necessario per dare avvio ai lavori. L’obiettivo è duplice: tutelare le strutture antiche e rendere l’area accessibile al pubblico, grazie a percorsi attrezzati, illuminazione, spazi informativi e un centro servizi.

Durante un sopralluogo, il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha accolto per la prima volta sul sito la nuova dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Francesca Romana Paolillo. Entrambi hanno espresso grande soddisfazione per l’evoluzione del progetto. Leccese ha sottolineato come l’intervento rappresenti “una ricostruzione moderna di un frammento di storia della città”, ringraziando il Ministero della Cultura e la Soprintendenza per il sostegno fornito. Paolillo, dal canto suo, ha ribadito l’importanza dell’opera, che “permetterà a cittadini e visitatori di riscoprire le radici della città e comprendere la complessità della sua stratificazione storica”.

L’insediamento dell’età del Bronzo di Bari, il più antico della città, includeva anche le aree oggi note come Santa Scolastica e San Pietro. La continuità insediativa prosegue senza interruzione attraverso l’età del Ferro, quella ellenistica e poi romana, fino alle epoche medievale e moderna. Ogni fase storica ha lasciato tracce significative, sepolte ma oggi parzialmente visibili. La chiesa seicentesca di San Pietro venne ulteriormente modificata, con l’aggiunta di un campanile che, secondo le vedute d’epoca, era il più alto della città.

Il declino dell’area iniziò nell’Ottocento, con la trasformazione del complesso in sede del Liceo Cirillo, del Monte di Pietà e infine dell’Ospedale consorziale. I bombardamenti e l’abbandono portarono infine alla demolizione dell’intero complesso nel 1969, aprendo la strada agli scavi che oggi ci restituiscono una pagina fondamentale della storia urbana di Bari.

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