Urbanistica a Bari: scontro politico sulle nuove regole per l’edilizia

In vista del Consiglio comunale di lunedì, il centrodestra annuncia ostruzionismo contro due delibere urbanistiche che potrebbero cambiare profondamente il futuro edilizio della città

Lunedì il Consiglio comunale di Bari sarà chiamato a discutere due provvedimenti destinati ad avere effetti significativi sul settore edilizio e sulla pianificazione urbana della città. Il confronto politico si preannuncia acceso, soprattutto dopo le critiche espresse dai gruppi di opposizione, che hanno già annunciato una strategia di ostruzionismo attraverso la presentazione di numerosi emendamenti.

Durante un incontro tenuto a Palazzo di Città, i rappresentanti del centrodestra hanno illustrato le motivazioni della loro contrarietà alle due delibere. All’appuntamento hanno partecipato Antonio Ciaula di Fratelli d’Italia, Giuseppe Carrieri della Lega e Carlo Patruno della lista Romito Sindaco. Secondo l’opposizione, i provvedimenti proposti dall’amministrazione comunale sarebbero stati elaborati senza un adeguato confronto con le minoranze, generando un clima di forte distanza politica.

Antonio Ciaula ha sottolineato come il centrodestra sia pronto a mettere in campo un’azione definita “costruttiva ed elegante” ma allo stesso tempo capace di rallentare l’iter delle delibere. L’obiettivo è quello di portare il dibattito in aula su ogni singolo aspetto delle proposte, nel tentativo di modificarne i contenuti o di evidenziarne le criticità.

Uno dei punti più discussi riguarda il superamento del cosiddetto Piano Casa. Secondo i consiglieri di opposizione, il nuovo sistema di incentivi per la riqualificazione edilizia rischierebbe di produrre effetti limitati. La normativa, infatti, prevederebbe la possibilità di monetizzare le aree destinate a standard urbanistici – come parcheggi, verde pubblico o servizi – soltanto in due municipi cittadini, precisamente il terzo e il quarto. Ne deriverebbe che in gran parte della città gli interventi di demolizione e ricostruzione non potrebbero beneficiare degli incentivi previsti, qualora non fosse possibile cedere al Comune le aree richieste.

Il centrodestra evidenzia come questa impostazione potrebbe frenare proprio quegli interventi di rigenerazione urbana di cui diversi quartieri avrebbero bisogno. Un esempio citato è quello del quartiere Libertà, area che presenta numerosi edifici privati bisognosi di interventi di riqualificazione. In assenza di incentivi realmente accessibili, i costruttori potrebbero rinunciare a operazioni di recupero edilizio, con il rischio di lasciare invariato un patrimonio immobiliare che necessita invece di interventi strutturali.

Ulteriori perplessità riguardano la struttura degli incentivi volumetrici previsti. La delibera introduce un incremento del 10% della volumetria solo nel caso in cui il 35% dell’immobile venga destinato ad affitti di lunga durata. Secondo i rappresentanti dell’opposizione, questa soglia risulterebbe meno competitiva rispetto a quanto previsto dalla normativa ordinaria, che consente incrementi fino al 15%. Il timore espresso dai consiglieri è che quelli che dovrebbero essere strumenti di stimolo agli investimenti si trasformino in fattori di disincentivo per il settore edilizio.

Parallelamente, il Consiglio comunale dovrà affrontare anche una variante normativa al Piano Regolatore Generale dedicata alla tutela dell’architettura moderna e contemporanea presente sul territorio urbano. Il provvedimento introduce nuovi vincoli su circa duecento edifici, individuati come testimonianze significative di questo patrimonio architettonico.

Le restrizioni previste comprendono il divieto di demolizione e ricostruzione e l’impossibilità di modificare la destinazione d’uso degli immobili interessati. Secondo i critici, l’estensione dei vincoli potrebbe produrre un effetto di blocco nello sviluppo urbano, soprattutto considerando che molti edifici cittadini risultano già sottoposti a tutele da parte della Soprintendenza o da precedenti deliberazioni comunali.

L’Ordine degli Ingegneri di Bari ha evidenziato il rischio che un numero così ampio di immobili vincolati possa contribuire a “ingessare” il tessuto urbano, limitando interventi di trasformazione e aggiornamento degli edifici. Per l’opposizione, la conseguenza potrebbe essere quella di trasformare la città in una sorta di museo a cielo aperto, rallentando i processi di rinnovamento.

Carlo Patruno ha infine posto l’accento su una questione più ampia legata alla pianificazione urbanistica della città. Secondo il consigliere, il vero nodo resta l’assenza di un nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), strumento ritenuto fondamentale per guidare lo sviluppo urbano con una visione complessiva. Senza una pianificazione organica, ha osservato, il rischio sarebbe quello di procedere attraverso decisioni frammentarie che potrebbero incidere negativamente sulla crescita della città.

Il confronto in aula si preannuncia quindi determinante per definire l’equilibrio tra tutela del patrimonio edilizio esistente, incentivi alla riqualificazione e strategie di sviluppo urbano per Bari.

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