Il Politecnico di Bari ha scelto di aprire simbolicamente il nuovo anno accademico con un gesto forte e significativo. A partire dal 22 settembre 2025, in coincidenza con l’inizio del semestre autunnale, ogni prima lezione dei corsi comincerà con un minuto di silenzio, in segno di solidarietà con la popolazione civile della Striscia di Gaza.
La decisione è stata adottata dal Senato Accademico dell’ateneo, che ha deliberato l’iniziativa alla luce del protrarsi del conflitto in Palestina e dell’intensificarsi della violenza che sta colpendo duramente la popolazione civile. Secondo la nota ufficiale diffusa dall’istituzione, l’università ha sentito il dovere di non restare inerte di fronte alla gravità della situazione umanitaria nella regione.
«Considerato il perdurare del conflitto in Palestina e il drammatico acuirsi dell’azione militare nella Striscia di Gaza, dove un numero sempre più elevato di vittime innocenti, in particolare tra la popolazione civile, sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane, sofferenze e privazioni, il Politecnico di Bari ritiene di non poter restare indifferente», si legge nella comunicazione diffusa dall’ateneo.
Il minuto di silenzio intende essere un atto simbolico, ma profondamente significativo, con cui l’università manifesta la propria ferma contrarietà all’uso della guerra come strumento politico e strategico. Secondo quanto dichiarato dal Senato Accademico, l’iniziativa rappresenta anche «una testimonianza di vicinanza e solidarietà alla popolazione civile di Gaza, costretta a vivere in condizioni disumane», oltre che un invito a riflettere sul valore della pace e della dignità umana.
L’atto assume anche un valore educativo, sottolineando il ruolo fondamentale che le istituzioni universitarie possono e devono svolgere nella tutela della memoria collettiva e nella promozione di una coscienza critica e responsabile. Per questo motivo, oltre al minuto di silenzio, i docenti avranno la facoltà di accompagnare il momento con una breve riflessione, dedicata ai temi della pace, della non violenza e del rispetto della vita umana.
L’iniziativa del Politecnico di Bari si inserisce in un contesto accademico più ampio, dove cresce l’attenzione verso le crisi internazionali e il ruolo etico delle istituzioni educative nel promuovere valori universali. Sebbene si tratti di un gesto simbolico, l’azione intende sensibilizzare la comunità studentesca e accademica sull’urgenza di una presa di posizione civile, non solo attraverso la formazione scientifica ma anche tramite l’impegno etico e sociale.