L’amministrazione comunale di Molfetta è ufficialmente caduta. Il motivo? Le dimissioni di 13 consiglieri comunali, presentate al segretario generale del Comune, che hanno decretato lo scioglimento anticipato dell’assise cittadina. Un atto che segna la fine del mandato di Tommaso Minervini, ex sindaco della città, il quale era stato arrestato lo scorso giugno nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Trani. Le indagini riguardano presunti affidamenti irregolari di appalti in cambio di voti.
Minervini, inizialmente posto agli arresti domiciliari, aveva visto la misura revocata dal Riesame, ma gli era stato imposto un divieto di dimora presso Palazzo di Città, e la sospensione per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio. Fino a quel momento, le sue funzioni erano state temporaneamente affidate al vicesindaco Nicola Piergiovanni. Tuttavia, le dimissioni in blocco dei consiglieri hanno messo fine all’esperienza amministrativa.
Ora, la città di Molfetta si trova ad affrontare una nuova fase politica, con la necessità di un rinnovo delle cariche comunali.