Terzo settore in crisi: a rischio migliaia di posti e servizi essenziali

Le cooperative sociali pugliesi lanciano l’allarme: senza fondi governativi salta il welfare per anziani, disabili, minori e famiglie

Il sistema del welfare pugliese è in bilico, con 24mila posti di lavoro minacciati e un’intera rete di servizi sociali sul punto di collassare. Le cooperative e i sindacati di categoria hanno denunciato, in un incontro a Bari, la drammatica situazione economica che rischia di travolgere il Terzo Settore. Un comparto che coinvolge 1.271 cooperative private, impegnate quotidianamente nell’assistenza alle fasce più fragili della popolazione.

Secondo i rappresentanti del settore, le risorse delle aziende stanno finendo. In assenza di un intervento urgente da parte dello Stato, sarà impossibile garantire il pagamento di 400 milioni di euro in stipendi, determinando la cessazione di servizi fondamentali: sostegno a disabili, anziani, famiglie in difficoltà e minori a rischio. La città di Bari, come il resto della regione, sarebbe gravemente colpita.

Il nodo centrale della crisi è economico. I costi del lavoro, aumentati con l’ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale, sono stati finora sostenuti dalle cooperative stesse, con l’aiuto di fondi regionali e comunali. Tuttavia, il Governo non ha stanziato contributi aggiuntivi, nonostante le richieste avanzate da imprese e lavoratori. La legge di bilancio proposta dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni prevede lo stesso budget degli ultimi dieci anni: 3 miliardi di euro, giudicati nettamente insufficienti.

Il contratto nazionale per i lavoratori del settore sociale, in scadenza a dicembre 2025, aveva introdotto miglioramenti importanti: aumenti Istat, nuove indennità e maggiori garanzie. Ma le trattative per un nuovo accordo sono ferme, proprio a causa dell’incertezza finanziaria. Questo immobilismo rischia di compromettere ogni prospettiva di stabilità e sviluppo del comparto.

“Potremmo essere costretti a chiudere i servizi”, ha dichiarato Pasquale Ferrante, vicepresidente vicario di Legacoop Puglia. Le sue parole sono un monito duro: “Si parla tanto di benessere e di lavoro, ma nei fatti non c’è alcuna volontà di sostenere il welfare. Se il sistema cade, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini più fragili e migliaia di lavoratori”.

La denuncia delle cooperative sociali è chiara: senza un intervento strutturale, il Terzo Settore pugliese rischia di cedere il passo a realtà che non rispettano le regole, generando dumping sociale e precarizzazione. Le organizzazioni chiedono alla politica un’azione immediata, prima che sia troppo tardi.

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