Tac e risonanze in Puglia: il 43% delle prescrizioni non è clinicamente appropriato

Uno studio con intelligenza artificiale valuta oltre 17mila richieste diagnostiche: solo il 39% rispetta le linee guida mediche

Una nuova frontiera per la sanità pugliese prende forma grazie a un algoritmo sviluppato da Aress Puglia (Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale), che ha analizzato oltre 17mila prescrizioni ospedaliere di esami diagnostici, come TAC e risonanze magnetiche, per verificarne l’appropriatezza clinica.

Il sistema si basa su intelligenza artificiale generativa, sviluppato con il modello Llama 3.1, e impiega tecniche avanzate di analisi linguistica per valutare in tempo reale se un esame prescritto rispetta i criteri internazionali di appropriatezza, confrontando ogni richiesta con le linee guida aggiornate e il contesto clinico del paziente.

Secondo i dati elaborati, soltanto il 38,9% delle prescrizioni risulta pienamente giustificato dal punto di vista clinico, mentre il 43% è considerato generalmente inappropriato. Il restante 18% delle prescrizioni ricade in una zona grigia, parzialmente coerente con i protocolli, ma non completamente aderente agli standard internazionali.

Il campione analizzato proviene da strutture sanitarie di Bari, Foggia e Lecce, e rappresenta la prima fase di un più ampio progetto che intende ridurre sprechi e migliorare l’efficienza del sistema sanitario regionale. In parallelo, una commissione di medici radiologi e clinici ha eseguito una revisione manuale a campione, convalidando i risultati forniti dall’algoritmo.

L’obiettivo dell’iniziativa, secondo quanto affermato dai promotori, è duplice: ottimizzare l’utilizzo delle risorse diagnostiche, evitando esami inutili o ripetitivi, e garantire ai pazienti una maggiore coerenza tra diagnosi e percorso terapeutico. L’intelligenza artificiale potrà inoltre rappresentare un valido supporto decisionale per i medici, migliorando i tempi di risposta e la qualità delle cure.

Il sistema elaborato da Aress si distingue per la capacità di interpretare il linguaggio medico naturale, un aspetto cruciale in contesti clinici dove le richieste non seguono formule standardizzate. Si tratta di uno dei primi esperimenti in Italia che applica AI generativa alla valutazione delle prescrizioni sanitarie in ambito ospedaliero.

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