Ieri pomeriggio a Corato, un agguato eseguito con due armi da fuoco a provocato la morte di Nicola Mansi e ferire suo fratello.
I militari avrebbero recuperato quattro bossoli sulla scena del crimine, elemento che ha portato gli investigatori a ipotizzare la presenza di almeno due armi da fuoco utilizzate nell’agguato. Le prime ricostruzioni indicano che i colpi siano stati esplosi da un’auto in corsa, sulla quale viaggiavano almeno tre persone. Gli autori del delitto, stando alle indagini in corso, potrebbero appartenere a una stessa famiglia, un dettaglio che sta orientando l’inchiesta verso un possibile regolamento di conti.
Le forze dell’ordine hanno raccolto testimonianze fondamentali, tra cui quella della moglie della vittima, presente al momento dell’agguato. Gli investigatori stanno analizzando le dichiarazioni per ricostruire con esattezza l’accaduto e individuare i responsabili.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Trani, che sta valutando tutte le piste, inclusa quella di un conflitto tra famiglie rivali come movente dell’omicidio. La natura dell’agguato e l’utilizzo di più armi da fuoco suggeriscono un’azione premeditata e organizzata.
Gli inquirenti proseguono le indagini, concentrandosi sui possibili legami tra la vittima e ambienti familiari o criminali della zona. La pista del regolamento di conti, già ipotizzata nelle prime ore, appare al momento una delle più accreditate.
Le autorità locali sono al lavoro per fare chiarezza sul movente e individuare gli autori di un delitto che ha scosso la comunità di Corato, lasciando sgomenti i residenti della zona.