Sciopero dei dipendenti Lidl: protesta a Molfetta per il contratto integrativo

Tre sigle sindacali denunciano lo stallo nelle trattative: i lavoratori chiedono migliori condizioni economiche e organizzative

È andata in scena questa mattina, dalle 9 alle 12, la protesta dei lavoratori Lidl davanti al centro logistico di Molfetta. Lo sciopero, di portata nazionale, è stato indetto per l’intera durata del turno lavorativo dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, a seguito di una trattativa aziendale che si è conclusa senza risultati concreti. Il presidio ha rappresentato un segnale forte verso la dirigenza di Lidl Italia srl, accusata di non aver accolto le richieste sindacali formulate negli ultimi due mesi.

Alla base della mobilitazione vi è il mancato accordo sul Contratto Integrativo Aziendale. Le organizzazioni sindacali lamentano la scarsa disponibilità dell’azienda a riconoscere miglioramenti economici e una revisione dell’organizzazione del lavoro. A chiarire la posizione del sindacato è stato Antonio Ventrelli, segretario generale della Filcams Cgil di Bari, che ha sottolineato come l’azienda abbia ignorato proposte concrete volte a premiare l’impegno e la produttività del personale.

Le richieste avanzate dai sindacati si basano su tre punti principali. Il primo riguarda l’introduzione di un sistema di salario variabile, collegato al raggiungimento di obiettivi aziendali condivisi, in grado di garantire un premio di risultato. In secondo luogo, è stata proposta l’erogazione mensile di una quota aggiuntiva fissa in busta paga. Infine, è stato chiesto il riconoscimento di buoni pasto a beneficio dei lavoratori.

La risposta dell’azienda, tuttavia, è apparsa deludente agli occhi dei sindacati. Lidl avrebbe messo sul piatto un’offerta limitata: 300 euro in buoni spesa e un’erogazione una tantum di 100 euro lordi, da corrispondere una sola volta. Una proposta giudicata insufficiente, non solo dal punto di vista economico, ma anche per l’assenza di una visione strategica sul miglioramento delle condizioni lavorative.

La vertenza resta quindi aperta, con l’eventualità di nuove iniziative di protesta qualora non si registrino segnali di apertura da parte dell’azienda. I sindacati, intanto, ribadiscono la necessità di un confronto serio e costruttivo per definire un accordo che possa valorizzare il ruolo dei lavoratori all’interno dell’organizzazione aziendale.

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