Sanremo 2026, Brancale e Meta portano sul palco temi profondi e delicati

Tra emozioni intime e messaggi universali, i due artisti baresi conquistano pubblico e critica nella prima serata dell’Ariston

Il Festival di Sanremo rappresenta da oltre settant’anni uno degli appuntamenti più attesi della musica italiana. Nato nel 1951, il concorso ha saputo trasformarsi nel tempo in un evento mediatico capace di unire spettacolo, cultura e attualità, diventando una vetrina privilegiata per artisti affermati e nuove proposte. Anche l’edizione 2026, in onda su Rai 1 e guidata da Carlo Conti insieme a Laura Pausini, si sta confermando un palcoscenico centrale per il panorama musicale nazionale.

Per Serena Brancale ed Ermal Meta, la prima serata ha restituito riscontri ampiamente positivi, lunghi applausi e una dimostrazione d’affatto da parte del pubblico che la dice lunga sulla bravura e preparazione dei due cantanti..

Un primo risultato concreto è arrivato per Serena Brancale, che si è già posizionata tra i primi cinque della classifica provvisoria stilata dalla Sala Stampa, accanto a Ditonellapiaga, Arisa, Fulminacci e al duo formato da Fedez e Marco Masini. Un piazzamento che conferma l’ottimo impatto della sua esibizione e che rafforza le aspettative attorno al suo percorso all’Ariston.

L’omaggio intimo di Serena Brancale

Dopo aver conquistato il pubblico lo scorso anno con le sonorità trascinanti di ‘Anema e core’, brano rimasto a lungo tra i più ascoltati nel periodo successivo al Festival, Brancale ha scelto di sorprendere con un cambio di registro. Sul palco dell’Ariston ha presentato ‘Qui con me’, una ballata intensa e carica di emozione dedicata alla madre scomparsa.

Il brano si sviluppa come un dialogo silenzioso con l’assenza, costruito attraverso immagini quotidiane, piccoli gesti e dettagli che continuano a vivere nella memoria. La narrazione musicale mette al centro ciò che resta dopo una perdita: le somiglianze, i ricordi, le tracce indelebili che legano chi rimane a chi non c’è più. Ne emerge un racconto delicato, capace di parlare a un pubblico ampio grazie a una dimensione universale del dolore e dell’amore filiale.

Scritto e composto insieme a Noemi Bruno, Fiat131, Salvatore Mineo, Carlo Avarello e Fabio Barnaba, il pezzo è stato impreziosito da un elemento fortemente simbolico: l’orchestra è stata diretta da Nicole, sorella della cantante. Una scelta che ha amplificato il valore emotivo dell’esibizione, accolta con calore dalla giuria e dagli addetti ai lavori.

Ermal Meta e la ninna nanna per Gaza

Non figura al momento tra i primi cinque, ma ha comunque ottenuto numerosi apprezzamenti anche Ermal Meta con ‘Stella stellina’. Il cantautore ha proposto una ninna nanna dedicata ai bambini di Gaza, segnata da atmosfere sospese tra sonorità mediorientali e richiami balcanici.

Il brano, scritto insieme a Dardust e all’autore barese Gianni Pollex, affronta il tema della guerra attraverso uno sguardo simbolico. L’immagine di una bambola ritrovata diventa il filo conduttore per evocare le vite spezzate dei più piccoli, travolti da un conflitto che segna la quotidianità. Il tono è dolente ma misurato, con un impianto musicale che accompagna il testo in un equilibrio tra malinconia e denuncia.

Sul palco dell’Ariston, Meta ha indossato una camicia con la scritta “Amal” cucita sul bavero. Il termine, che in arabo significa speranza ed è anche un nome diffuso tra le bambine di Gaza, rappresenta un gesto simbolico destinato a rinnovarsi nelle prossime esibizioni con nomi diversi. Attraverso i social, l’artista ha spiegato che la protagonista del brano è una bambina senza un’identità precisa, ma che potrebbe racchiudere tutti i nomi possibili: un modo per trasformare una storia individuale in un messaggio collettivo.

Se da un lato la canzone si candida a un possibile riconoscimento da parte della critica, dall’altro emerge con forza un appello all’umanità e alla tutela dell’infanzia nei contesti di guerra, tema che ha segnato profondamente la prima serata del Festival.

Con due proposte artistiche differenti ma accomunate da una forte carica emotiva, Serena Brancale ed Ermal Meta hanno inaugurato il loro percorso sanremese sotto i migliori auspici, confermando la centralità dell’Ariston come spazio di racconto musicale e civile.

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