La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) ha confermato lo stato di agitazione, denunciando gravi criticità nei rapporti con il Dipartimento regionale della Promozione della Salute. Il sindacato, attraverso una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, ha segnalato l’interruzione totale di qualsiasi confronto istituzionale da parte dell’amministrazione pugliese, descrivendo l’atteggiamento dell’ente come “ostruzionistico”.
Secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale diffusa il 10 gennaio 2026, la Fimmg contesta in particolare il mancato rispetto degli impegni assunti con l’Accordo Integrativo Regionale (Air) del maggio 2025, che prevedeva la riorganizzazione della medicina generale, del servizio 118 e della Continuità assistenziale. Il sindacato lamenta anche lo svuotamento del Ruolo Unico della Medicina Generale, ormai ridotto, secondo la sigla, a un “mero adempimento burocratico”.
Nel comunicato stampa, il segretario regionale Fimmg Puglia, Antonio De Maria, ha parlato di “provvedimenti unilaterali inaccettabili”, sottolineando che tali decisioni hanno effetti negativi sull’organizzazione del lavoro dei medici e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini. De Maria ha definito il comportamento della Regione come una violazione delle prerogative sindacali, aggiungendo che la misura con cui la Regione ha posto in mora i medici sarebbe “illegittima e offensiva sia nel metodo che nella sostanza”.
Il Consiglio regionale Fimmg, riunitosi il 9 gennaio, ha dunque sottoscritto un documento con cui si chiede al nuovo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, un intervento urgente. In particolare, la federazione sollecita una convocazione delle rappresentanze sindacali per riaprire il confronto e ripristinare una normale dialettica istituzionale, indispensabile per garantire risposte concrete ai bisogni sanitari della popolazione.
Nel testo si legge anche un messaggio diretto al neopresidente: “Auspichiamo che Decaro apra quanto prima un tavolo di confronto con la Fimmg, per ristabilire un processo di relazione sindacale corretto e funzionale alla tutela della salute pubblica”. La federazione ha inoltre annunciato che, in mancanza di risposte, valuterà nuove iniziative a tutela della categoria, tra cui la possibilità di porre in mora le AA.SS.LL. per i mancati pagamenti relativi al periodo 2020-2025.
La tensione tra Regione e medici di famiglia si colloca in un contesto delicato per il sistema sanitario pugliese, già messo alla prova da carenze strutturali e necessità di riforme. La rottura del dialogo rischia di compromettere ulteriormente l’efficacia dei servizi territoriali, proprio in un momento in cui il potenziamento dell’assistenza di prossimità rappresenta una priorità a livello nazionale.