Sanità pugliese sotto esame: vertice a Roma sul disavanzo delle Asl

Regione al confronto con Ministero dell’Economia e della Salute: il buco nei conti potrebbe sfiorare i 300 milioni

I conti della sanità pugliese finiscono sotto la lente del Governo. Questa mattina, a Roma, i tecnici dell’assessorato regionale alla Salute incontrano i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e del Ministero della Salute per analizzare la situazione finanziaria delle aziende sanitarie pugliesi.

Il confronto rappresenta il primo passo di un percorso di verifica che dovrà chiarire l’entità del disavanzo accumulato dalle Asl. Nelle ultime settimane si è tornati a parlare di un possibile buco di bilancio che potrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni di euro.

I conti definitivi ad aprile

La reale consistenza del disavanzo si conoscerà solo nelle prossime settimane. Entro aprile, infatti, le Regioni dovranno presentare i bilanci consuntivi, che consentiranno di avere un quadro preciso delle spese e delle entrate del sistema sanitario regionale.

Nel vertice romano i tecnici inizieranno probabilmente a analizzare nel dettaglio le voci di costo, cercando di individuare le principali cause dell’aumento della spesa.

Tra i fattori indicati dalla Regione ci sarebbero l’aumento dei costi del personale, della spesa farmaceutica e dell’energia, cresciuti negli ultimi anni a livello nazionale.

Il nodo delle risorse statali

Secondo quanto evidenziato dal presidente della Regione Antonio Decaro, a fronte di questi aumenti le risorse statali destinate alla Puglia sarebbero cresciute in misura limitata.

L’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia ha sottolineato che, mentre il Ministero dell’Economia stima un aumento della spesa sanitaria nazionale del 4%, alla Puglia sarebbe stato riconosciuto solo l’1% in più, pari a circa 270 milioni di euro in meno rispetto all’aumento stimato.

Le possibili misure per ripianare il deficit

Solo dopo la definizione dei conti la Regione potrà valutare le misure necessarie per riequilibrare il bilancio sanitario.

Tra le ipotesi emerse nelle ultime settimane c’è anche quella di un possibile aumento dell’addizionale regionale Irpef, soluzione già adottata da altre regioni italiane per coprire i disavanzi della sanità.

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