Sanità pugliese, deficit da 369 milioni nel 2025 e timori per nuove tasse

Il confronto tra Regione e ministeri fa emergere un forte disavanzo nei conti sanitari. Crescono i costi per mobilità sanitaria, farmaci e personale mentre le opposizioni contestano l’ipotesi di un aumento dell’Irpef

Il dibattito politico in Puglia si accende attorno alla situazione finanziaria della sanità regionale. Le forze di opposizione chiedono chiarimenti sulla gestione del sistema sanitario e contestano l’eventualità di nuovi sacrifici fiscali per i cittadini, mentre la Regione è impegnata nel confronto con il Governo per definire con precisione l’entità del disavanzo previsto per il prossimo anno.

Tra le voci critiche emerge quella di Luigi Lobuono, presidente del gruppo misto nel Consiglio regionale ed ex sfidante politico di Antonio Decaro. Secondo Lobuono, il sistema sanitario pugliese starebbe attraversando una fase di forte difficoltà, segnata da ritardi nell’erogazione delle prestazioni, problemi organizzativi e tensioni crescenti all’interno degli ospedali. In questo contesto, sottolinea l’esponente politico, l’ipotesi di aumentare la pressione fiscale sui cittadini sarebbe discutibile. Lobuono sostiene infatti che la priorità dovrebbe essere individuare sprechi, inefficienze e responsabilità amministrative che avrebbero contribuito alla situazione attuale, chiedendo alla Regione maggiore trasparenza sui conti e sulle strategie future.

Il confronto istituzionale prosegue intanto a livello nazionale. A Roma si è svolto un incontro tra i tecnici del Dipartimento Salute della Regione Puglia e i rappresentanti dei ministeri dell’Economia e della Salute. Nel corso della riunione è emersa una stima preliminare del disavanzo sanitario regionale per il 2025 pari a circa 369 milioni di euro, un dato che ha acceso il dibattito politico e amministrativo.

Secondo le analisi elaborate dagli uffici regionali, l’aumento della spesa sanitaria rappresenta uno dei principali fattori che hanno contribuito al peggioramento dei conti. Il Ministero dell’Economia avrebbe stimato un incremento complessivo dei costi intorno al 4%, mentre le risorse statali aggiuntive destinate alla Regione sarebbero in grado di compensare soltanto una parte limitata di questo aumento, circa l’1%.

Diversi capitoli di spesa incidono in modo significativo sul bilancio sanitario pugliese. Uno dei fattori più rilevanti è la cosiddetta mobilità passiva, cioè il costo sostenuto per i cittadini pugliesi che scelgono di ricevere cure in strutture sanitarie situate in altre regioni italiane. A questa voce si aggiungono gli aumenti legati alla spesa farmaceutica e ai costi del personale sanitario. In particolare, sul bilancio pesano i rinnovi contrattuali e le nuove assunzioni necessarie per rafforzare l’organico delle strutture sanitarie.

Parallelamente all’analisi finanziaria, nel tavolo tecnico è stata esaminata anche la qualità dei servizi sanitari erogati nella regione. La valutazione è stata condotta utilizzando il Nuovo Sistema di Garanzia introdotto dal Ministero della Salute, lo strumento utilizzato per verificare l’efficacia e l’appropriatezza dei servizi sanitari garantiti dai Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Da questo punto di vista, i risultati preliminari relativi al 2024 indicherebbero segnali incoraggianti. La Puglia avrebbe raggiunto le soglie di adempienza in tutte le aree assistenziali monitorate, registrando anche un miglioramento per gran parte degli indicatori rispetto all’anno precedente. Si tratta di un elemento che evidenzia progressi nell’organizzazione dei servizi, pur in presenza di criticità finanziarie.

Il dialogo tra la Regione e i ministeri competenti proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di definire con precisione la dimensione del disavanzo sanitario previsto per il 2025. Una volta stabilita la cifra definitiva, l’amministrazione regionale dovrà individuare le misure necessarie per riequilibrare i conti.

Tra le ipotesi discusse nelle ultime settimane figura anche la possibilità di intervenire sull’Irpef regionale, scenario che alimenta il confronto politico. Tuttavia, la Regione ha spiegato che per il 2026 sono già state avviate alcune azioni finalizzate a migliorare l’efficienza del sistema sanitario.

Tra queste rientrano interventi mirati alla riduzione delle liste d’attesa e una futura riorganizzazione dei servizi sanitari, prevista all’interno del prossimo Programma Operativo regionale. L’obiettivo dichiarato è duplice: migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini e aumentare l’efficienza complessiva del sistema sanitario.

Allo stesso tempo, la Regione ha precisato che le misure di contenimento previste per il 2026 non potranno essere utilizzate per coprire il disavanzo relativo al 2025. Un elemento che conferma la complessità della situazione finanziaria e la necessità di individuare soluzioni strutturali per garantire sostenibilità economica e continuità dei servizi sanitari.

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